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Roma, 1 set – Al via il nuovo anno scolastico in Cina, con gli studenti che oggi sono tornati in classe anche a Wuhan, città in cui ha avuto origine la pandemia di coronavirus ma in cui attualmente non vi sono casi positivi. Questo chiaramente non significa che il virus sia scomparso dalla Cina, che però adesso ha deciso di far ripartire anche le scuole. Soltanto a Wuhan ci sono 2.842 asili e centinaia di istituti scolastici che accolgono circa 1,4 milioni di alunni. Ogni studente è tenuto a portare con sé la mascherina, ma non vi alcun obbligo di indossarla a scuola, come spiegato da Wang Chifu, vicedirettore dell’ufficio istruzione di Wuhan.

Procedure cinesi

Una decisione presa dal governo di Pechino senza girarci troppo intorno ed evitando infinite discussioni con gli enti locali sul da farsi, in pratica l’esatto contrario di quanto accaduto e sta accadendo in Italia. Insomma in Cina gli psicodrammi sono stati disinnescati da subito, puntando sì alla sicurezza ma evitando deleteri allarmismi. I primi ad entrare in aula, alle 7 di stamani, sono stati gli alunni della Middle School della prima città al mondo ad applicare il lockdown per evitare il propagarsi dei contagi. La procedura è stata piuttosto snella: temperatura misurata all’ingresso e poi in classe attraverso un percorso progettato ad hoc. Dopodiché via alle lezioni.

Si riapre anche in Europa

Ma le scuole hanno riaperto oggi anche in diversi Paesi europei. In Francia sono tornati in aula 12,4 milioni di studenti: obbligo di portare la mascherina soltanto per i maggiori di 11 anni e per i docenti. Studenti in classe anche in Russia, Polonia e Belgio, in quest’ultima nazione obbligo di mascherina a partire dai 12 anni. Domani riapriranno gli istituti scolastici anche in Portogallo.

Alessandro Della Guglia

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