Il ministro francese Stephane Le Foll
Il ministro francese Stephane Le Foll

Parigi, 4 apr – Il governo francese rompe gli indugi e dispone l’embargo delle piante e dei relativi prodotti vegetali provenienti dalla Puglia, al fine di evitare un possibile contagio da Xylella fastidiosa. Ad annunciarlo è stato il Ministro per l’agricoltura, Stephane Le Foll, il quale nelle scorse settimane, insieme ai colleghi dei dicasteri di Spagna e Grecia, aveva avanzato forti pressioni verso l’Ue per vedere attuate misure drastiche e urgenti nei confronti dell’Italia.

Il blocco partirà da lunedì, e appare più una mossa politica per spingere Bruxelles verso l’attuazione di un dispositivo europeo. Nella nota diffusa da Parigi, infatti, si legge che “il ministro dell’Agricoltura, Stephane Le Foll, ha chiesto già dal 16 gennaio scorso misure europee” specificando, ancora, che “il divieto riguarda gli scambi intra-europei dalla regione Puglia, e le importazioni provenienti da zone infette di Paesi terzi coinvolti”. Non solo, quindi, un blocco dei vegetali soggetti a contagio da Xylella ma anche il divieto di far entrare in Francia qualsiasi prodotto, di origine vegetale, proveniente dalla Puglia e commercializzato all’estero.

Sul fronte interno la risposta ufficiale è giunta dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che ha definito il provvedimento unilaterale dei francesi “sbagliato e inopportuno” aggiungendo, però, che “il problema Xylella dovrebbe essere affrontato a livello comunitario”. Di fatto un assist alle intenzioni reali dell’esecutivo d’oltralpe, che nel contesto europeo godrà dell’appoggio interessato di altre nazioni. Una situazione che rischia di spingere l’agricoltura italiana in un imbuto, stretta tra il folle embargo attuato nei confronti della Russia e un probabile divieto di esportazione dei prodotti pugliesi.

E’ chiaro che il parlamento europeo e le stanze della Commissione agricoltura Ue saranno il vero campo di battaglia, considerando anche che la regione Puglia è ancora in attesa di vedere approvato il proprio Psr, ulteriore argomento di dibattito e di possibili ricatti economici. Sarebbe, però, opportuno presentarsi al tavolo di lavoro senza indossare le vesti della vittima sacrificale. Basterebbe seguire l’esempio francese e rispondere con un immediato embargo dei maiali transalpini: una misura che probabilmente indurrebbe il ministro Le Foll a pretese più miti.

Francesco Pezzuto

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