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Harare, 1 ago – Il primo voto del dopo Mugabe in Zimbabwe si è tradotto nella vittoria del partito al potere nel Paese, lo Zanu-Pf, che ha ottenuto la maggioranza dei seggi in Parlamento. Si tratta del partito di Emmerson Mnangagwa, 75 anni e già vice di Mugabe, che a novembre ha costretto alle dimissioni l’ex presidente al potere da 37 anni.
I risultati ufficiali del voto, insieme al nome del nuovo presidente, sono attesi entro il 4 agosto. Tuttavia la commissione elettorale ha già reso noto che lo Zanu-Pf, il partito nazionale africano africano – Partito patriottico, si è é aggiudicato 109 seggi contro i 41 del principale partito all’opposizione – l’MDC – nella Camera dei deputati del Paese, che conta un totale di 210 seggi. Se il partito di Mnangagwa dovesse ottenere altri 30 seggi, controllerebbe i due terzi del Parlamento zimbabwese, sufficienti per cambiare la Costituzione.
Il partito di opposizione però, tramite il suo leader, il quarantenne pastore e avvocato Nelson Chamisa, aveva annunciato la propria vittoria già ieri sera, aggiungendo che era già pronto a formare un nuovo governo, sbagliando clamorosamente. Ora che la commissione ha dato i primi risultati, ha gridati ai brogli.
L’affluenza è stata molto alta, superiore alle aspettative. Ha votato oltre il 70% degli oltre 5 milioni e mezzo di cittadini aventi diritto, in un clima di forti tensioni, anche se la campagna elettorale è stata relativamente pacifica. Dopo 16 anni anche gli osservatori elettorali stranieri sono tornati in Zimbabwe. Alla vigilia del voto, Mugabe, oggi 94enne, aveva dato un appoggio indiretto a Nelson Chamisa.
Le sfide principali che attendono il vincitore delle elezioni saranno la grave crisi finanziaria del Paese, insieme alla necessità del rilancio dell’economia e la riforma dell’agricoltura. La colpa, secondo molti, è da attribuirsi alle politiche di Mugabe di confiscare le fattorie appartenenti ai bianchi, come misura riparatrice dal colonialismo britannico. Sono circa 4 mila gli agricoltori bianchi che dal 2000 al 2017 si sono visti confiscare le proprie fattorie, che sono state redistribuite a militari e politici amici di Mugabe. Mnangagwa, a sorpresa, le sta resituendo.
Anna Pedri
 
 
 

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