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ZuckerbergRoma, 23 gen – Lo scorso giugno Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, aveva fatto discutere per aver innalzato un muro intorno alla sua proprietà hawaiana, tale da impedire ai suoi vicini di vedere il mare. Già, perché la nostra privacy nella mani di Zuck non è poi così importante, la sua, però, è sacra, tanto da essere protetta con i tanto deprecati muri.



Ora la mega-proprietà da 100 milioni di dollari, acquistata nel 2014 sull’ isola di Kauai, torna a far discutere. Una vecchia legge hawaiana, infatti, permette, a chiunque abbia avuto antenati che possedevano anche piccoli pezzi di terra sull’isola, di rivendicarne ancora la proprietà. E come ha reagito il sempre solidale miliardario americano di fronte agli indigeni che rivendicano la terra dei loro avi? Con una serie di azioni legali contro un centinaio di nativi affinché le famiglie che possiedono piccoli terreni sull’isola li vendano.

La tenuta di Zuckerberg si estende su 700 acri ed è una delle più grandi sull’Oceano Pacifico. Si tratta di una proprietà immersa nella foresta tropicale con una spiaggia di sabbia bianca di 800 metri. Sebbene gli abitanti locali non abbiano documenti che provano il possesso di terreni sull’isola, vivono su piccoli lotti di terra nelle proprietà del miliardario. Con le azioni legali Zuckerberg intende stabilire quali nativi possano rivendicare diritti sulla sua proprietà, acquistare definitivamente i terreni contesi e ottenere così il pieno controllo della tenuta.

Giuliano Lebelli

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