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La richiesta ambulanza è un’azione che va ponderata con grande attenzione. Chiamare il 112 per avere una ambulanza senza un reale motivo è un reato che viene severamente punito dalla Legge. Non si può chiamare un’ambulanza per fare un prelievo di sangue o per andare al Pronto Soccorso per motivi veniali. Deve esserci una reale emergenza e la persona che la chiama (o per cui la si chiama) deve essere impossibilitata nella deambulazione o avere parametri vitali. 



Quando chiamare l’ambulanza

Non esiste un vademecum apposito per chiamare l’ambulanza e neanche un decalogo a cui fare appello. Ogni Regione ha le sue regole e fornisce ai cittadini indicazioni precise (e trasporti gratuiti o calmierati in base alle patologie). Non sempre le informazioni sono precise e capita che le persone si trovino costrette a prenotare l’ambulanza per spostare un parente allettato. Il 112 è gratuito solo in caso di emergenza e lo Stato può richiedere il rimborso dell’uscita nelle casistiche seguenti:

  • se non ci si trova in una reale situazione di emergenza
  • nel caso in cui il paziente sia trasportabile anche attraverso una normale automobile
  • quando il trasporto non viene seguito da un ricovero ospedaliero
  • se il trasporto è vero una sede non riconosciuta a livello territoriale
  • nel caso in cui il paziente abbia rifiutato una volta il trasporto pubblico
  • quando viene chiamata e poi annullata senza motivo
  • quando il paziente decide in modo autonomo presso quale ospedale o pronto soccorso recarsi

Ambulanza privata: quando chiamarla

In tutti i casi che non sono di emergenza, è possibile contattare ambulanze private che offrono trasporti sanitari in convenzione tramite ticket, oppure offrono un servizio sanitario privato dietro il pagamento del corrispettivo. Solitamente in caso di visite, dimissioni, trasferimenti, dialisi o trasferimenti di pazienti esistono convenzioni tra strutture e aziende private. 

Prima di confermare la prenotazione dell’ambulanza, è necessario accordarsi in via preliminare con l’azienda. Ci sono casi in cui le aziende private hanno convenzioni con i sistemi regionali e prima di apporre qualsiasi firma su un eventuale documento è bene assicurarsi delle dotazioni necessarie (ossigeno, somministrazione di farmaci, assistenza infermieristica, presenza o meno del medico) e del costo generale del trasporto. 

In caso di trasferimento di paziente allettato dalla residenza all’ospedale (o viceversa) il costo non è mai a carico dell’utente. La differenza, naturalmente, sta nel grado di non autosufficienza. Una persona che zoppica a causa di un infortunio e che deve fare una visita medica di controllo dopo 30 giorni, non deve utilizzare l’ambulanza come mezzo di trasporto.

Altra cosa è un paziente colpito da tumore che sta effettuando cicli chemioterapici e che non è in grado di muoversi in modo autonomo. In questo caso, l’ambulanza è gratis e bisogna solo procedere con la prenotazione. Stesso discorso per le persone ricoverate in strutture RSA o strutture psichiatriche in condizioni particolari (stati vegetativi o simili): il costo del trasporto in ambulanza è sempre a carico dello stato. Negli altri casi, è a carico dell’utente. Per non incorrere in spiacevoli equivoci, è sempre meglio chiedere prima: l’assistenza sanitaria richiede spesso il pagamento di un ticket.  

Richiesta ambulanza da ospedale a ospedale

In caso di trasporto da ospedale a ospedale, generalmente, non bisogna fare nulla. Se il malato si trova in un ospedale e deve essere trasferito (per carenza di posti o per un miglioramento dei servizi), è compito (e onere dello Stato) gestire il trasporto e farsene carico sotto tutti i punti di vista. 

Un discorso diverso invece va fatto per un trasporto non deciso dalla struttura ospedaliera. Se per esempio il paziente è stato dimesso dall’ospedale e non si fa riferimento a un trasporto, l’eventuale trasporto in ambulanza è a carico del cittadino. Esistono aziende private che offrono servizi di trasporto da residenza a ospedale (e viceversa) a un costo ragionevole e in tempistiche molto ridotte. 

Ambulanze private e pubbliche: similitudini e differenze

Non esistono differenze tra le ambulanze pubbliche e quelle private: l’equipaggio è lo stesso, la differenza è soltanto economica. Esistono tre tipi di ambulanza. L’ambulanza da soccorso avanzato è quella che ha a bordo medico o infermiere (o almeno una delle due figure). L’ambulanza base invece è quella che ha a bordo soccorritori certificati per il primo soccorso.

Tutte e due le ambulanze hanno dotazioni simili e servono per i servizi 112. Infine c’è l’ambulanza da trasporto, che di solito non è dotata di alcune strumentazione per la prima emergenza. Queste ambulanze effettuano servizi per i pazienti che non sono in pericolo di vita e sono generalmente mezzi più compatti e pensati per essere più comodi e più funzionali anche a livello di traffico. 

Quali sono le regole di trasporto in ambulanza

Per il trasporto sanitario semplice è sempre consentito l’uso di vetture, furgoni finestrati per il trasporto persone o autoambulanze. In caso di trasporto di persone in carrozzina, è necessario avere pedane idrauliche, rampe di caricamento e sistemi di sicurezza adeguati. 

In linea di massima, è previsto un solo trasporto per singolo utente. Il trasporto in ambulanza di due o più persone è previsto solo in casi particolari (come i pazienti che devono fare delle dialisi). In ogni trasporto, è severamente vietato:

  • Trasportare materiale biologico
  • Utilizzare i dispositivi acustici e visivi supplementari di segnalazione (se non su autorizzazione
  • Eseguire attività di soccorso extraospedaliero
  • Fumare
  • Assumere qualsiasi tipo di bevanda o di farmaco



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