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Tutti i costi di una partita IVA: dall’apertura alla gestione

by La Redazione
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Chiunque decida di avviare un’attività o di intraprendere un percorso lavorativo in proprio prima o poi dovrà fare i conti con la partita IVA. È un obbligo per chiunque voglia lavorare in modo autonomo, da indipendente o a capo di un’azienda, e prende in considerazione agevolazioni ma anche tanti obblighi.

Tra questi, rientrano i costi di mantenimento di questa nuova situazione fiscale. Ciò che ci si chiede, spesso, è infatti: quanto costa aprire partita Iva?

Si tratta di un interrogativo che non è soltanto una curiosità, ma rappresenta un passo fondamentale nella pianificazione finanziaria di chi si appresta a intraprendere una simile strada e in questo articolo cercheremo di dare tutte le risposte.

Cos’è una partita iva

La partita IVA è un aspetto che risulta fondamentale nel panorama imprenditoriale. Va intesa come un codice numerico composto da 11 cifre, che identificano univocamente il titolare e facilitano il pagamento delle tasse all’Agenzia delle Entrate.

Questo numero può coincidere con il codice fiscale, ma solo nel caso di attività rappresentate da persone fisiche.

Da regola generale, la sua apertura è obbligatoria per tutte le attività di cessione di beni e prestazione di servizi svolte in modo abituale e continuativo.

Cosa serve per aprire una partita iva

Per aprire una partita IVA in Italia è importante prima di tutto soddisfare dei requisiti di base, quali l’età minima di 18 anni, la residenza italiana, e la capacità psichica di intendere e volere.

La scelta della forma giuridica dell’attività è altrettanto rilevante, con opzioni che vanno dalla ditta individuale alle società di persone o di capitali. La decisione deve essere ponderata, considerando fattori come le dimensioni dell’azienda, il giro d’affari, il settore di attività, la responsabilità giuridica e il capitale iniziale.

Inoltre, la selezione del regime contabile e fiscale, tra forfettario, semplificato e ordinario, impatta significativamente sugli adempimenti e su quanto ammonterà la spesa. Il codice ATECO, essenziale per classificare l’attività, va poi scelto accuratamente per evitare errori fiscali e contributivi.

Una volta valutati tutti questi aspetti, per eseguire la procedura di apertura bisogna effettuare la compilazione di moduli specifici, come AA9/12 per le persone fisiche o AA7/10 per soggetti diversi da persone fisiche, e consegnati all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

La richiesta può essere effettuata online, tramite CAF o con l’assistenza del commercialista e le tempistiche di apertura sono generalmente rapide, con il rilascio della Partita IVA che può avvenire in tempi brevi, anche nell’arco di poche ore.

Quanto costa aprire una partita iva

La spesa associata all’apertura di una Partita IVA sono intrinsecamente legati alla natura dell’attività che si svolge.

Nel caso di una professione intellettuale, come ad esempio un copywriter, l’apertura come libero professionista può avvenire autonomamente, senza costi, oppure attraverso l’ausilio di un intermediario, come un commercialista, il quale richiederà poi un compenso.

Se invece l’attività è di natura artigianale o commerciale, come ad esempio un ecommerce o un idraulico, saranno richiesti pagamenti per l’apertura.

Questi includono l’imposta di bollo, diritti di segreteria, diritto camerale e SCIA, con variazioni in base all’attività. L’opzione di affidarsi a un intermediario comporta anche un compenso aggiuntivo, dipendente dalla tipologia di attività, oscillando tra i 300€ e i 500€.

Quanto costa gestire una partita iva

Anche la gestione di una Partita IVA comporta una serie di spese che vanno oltre quelle di apertura, influenzati dal regime fiscale adottato.

Nel regime fiscale ordinario, l’IRPEF varia dal 23% al 43% sull’imponibile. Nel regime forfettario, invece, le percentuali oscillano tra il 15% e il 5% nei primi 5 anni, con coefficienti di redditività specifici per ogni settore.

I contributi, a loro volta, variano tra professionisti e ditte individuali, con tassi fissi e variabili. Inoltre, è necessario considerare i costi del commercialista, che vanno da 700€ a 1.500€ annui, a seconda del regime fiscale.

Alcuni regimi fiscali permettono di detrarre alcune spese, ma resta fondamentale valutarle attentamente e consultare un professionista per un’analisi accurata degli obblighi e dei vantaggi associati.

Quanto costa chiudere una partita iva

Chi apre partita IVA può trovarsi di fronte la necessità di valutare se farlo anche in base a quanto può eventualmente costare la sua chiusura, nel caso in cui la propria attività non desse i profitti sperati.

Ad ogni modo, la chiusura di una Partita IVA comporta costi variabili a seconda del tipo di attività da cessare. I liberi professionisti, ad esempio, possono chiuderla senza spese utilizzando moduli gratuiti dall’Agenzia delle Entrate.

Per le ditte individuali, invece, è necessario versare diritti di segreteria e il costo della marca da bollo per le comunicazioni alla Camera di Commercio. Alla chiusura viene solitamente richiesto un versamento di circa 100 euro per i professionisti e 400 euro per i commercianti e gli artigiani.

Per società di persone o capitali la procedura, se fatta autonomamente, richiede invece un appuntamento presso l’Agenzia delle Entrate con documento d’identità e codice fiscale.

È infine importante sottolineare che, una volta cessata l’attività, sarà necessario comunicare la chiusura della partita IVA entro 30 giorni a INPS, INAIL e Camera di Commercio, se non si vuole incorrere in alcune sanzioni.

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