Roma, 15 apr – Si avvicina la data delle elezioni Europee del 26 maggio e Amnesty International – ma ne siamo sicuri, molte altre organizzazioni seguiranno le sue orme – affila le armi per imbavagliare le voci non allineate sui social. Pochi giorni fa il sito di Amnesty ha infatti pubblicato il secondo bando per il reclutamento di volontari che faranno parte di una task-force contro i cosiddetti discorsi di incitamento all’odio. Una sorta di squadra di controllori della rete, di mastini a guardia del politicamente corretto: essi avranno il compito di controllare la qualità dell’informazione sui soliti temi (immigrazione, lgbt, gender, islamofobia, minoranze etniche, sessismo), di evangelizzare gli utenti social in disaccordo con la visione globalista-sorosiana del mondo, e, come si legge nel bando, “monitorare le forme di discriminazione e di odio e contrastarne la diffusione”. E come si contrasta la diffusione dell’odio se non segnalando, ovviamente in massa, per mettere la mordacchia alle voci scomode?

Bavaglio social 

“Un nuovo attivismo consapevole – si legge nella presentazione del bando – determinato e organizzato è necessario per contrastare con equilibrio, fermezza e competenza e difendere le vittime (dirette e indirette) di questa nuova ondata di violenza verbale e odio”. Terreno d’azione principale saranno “i forum e le sezioni di commenti dei quotidiani online e i loro profili social”. L’obiettivo della task-force “è quello di far fronte e di contrastare l’aumento crescente dei discorsi d’odio e d’incitamento all’odio (conosciuti come hate speech), in quanto rappresentano lo strumento di diffusione e propaganda a cui, sempre più spesso, fanno ricorso alcune fazioni e schieramenti politici.” Risulta quindi difficile non collegare la natura di queste iniziative alle recenti epurazioni draconiane dei profili Facebook degli esponenti di CasaPound Italia. Insomma, c’è poco da credere alla narrazione della “finalità duplice di riportare l’attenzione sulla fattualità della notizia, favorendo la diffusione dell’informazione sul tema oggetto di discussione e di promuovere un dialogo pacifico, rispettoso e civile, in particolar modo nelle conversazioni in cui vi è una prevalenza di discorsi d’odio”: dietro le belle parole sulla “difesa delle categorie vulnerabili” si cela in realtà la precisa volontà di silenziare le voci fuori dal coro del globalismo.

Cristina Gauri 

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5 Commenti

  1. La cosa gravissima è che viene a farci la morale amnesty, finanziata dal globalista Soros, uno speculatore che ha levato miliardi alle ricchezze dello stato italiano e amico dei potenti dell’ usura mondiale che hanno lavorato in modo occulto a distruggere stati sovrani e ad uccidere tramite guerre “umanitarie”milioni di persone.E questi si permettono anche di dirci cosa è giusto o sbaglato e di assoldare gente per portare avanti la loro morale che comporta la distruzione della identità sessuale, famigliare, religiosa e nazionale.Che dire; oramai siamo in pieno 1984 di Orwell

  2. Questa lotta ai cosidetti odiatori mostra anche che le oligarchie sono preoccupate dalle reazioni dei popoli che hanno ridotto alla fame con la grande finanza speculatrice che si è impossessata della sovranità monetaria e quindi politica degli stati. Ci vogliono affamati e depredati di ogni bene privato e pubblico, ma anche contenti di cio’!!

  3. Quanto sono democratici questi comunistoidi , inadeguati comunisti , piagnucolosi come i magistrati che indagano salvini poiché ci protegge dalla feccia spacciatrice mafiosa africana……….. Vadano in Emilia o in Abruzzo a spostare cariole di macerie , facciano qualcosa per questo povero paese……….. L’unico odio che vedo è da parte di questi sinistri comunistelli che vogliono imbavagliare coloro che la pensano diversamente dal loro pensiero unico. Uno schifo legalizzato.

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