Roma, 20 dic – Trascorsi interi mesi di inattività durante il governo del banchiere Draghi, l’estrema sinistra si è improvvisamente risvegliata. Di più: ha annunciato lotta dura contro l’esecutivo guidato dalla «fascista» Meloni, tanto da aver messo in allarme i servizi segreti, che ne hanno riferito al Copasir. Il clima, aizzato da giornalisti e politici compiacenti, è quindi sempre più caldo. Le minacce indirizzate a Ignazio La Russa, del resto, non facevano presagire nulla buono. A segnalarsi, in particolare, sono gli anarchici. Che, dopo aver rivendicato l’attentato all’ambasciata italiana di Atene, ieri sera hanno aggredito a Massa due politici di Fratelli d’Italia: il parlamentare Alessandro Amorese e l’assessore Marco Guidi. Per saperne di più, abbiamo contattato telefonicamente uno degli aggrediti.

Intervista ad Alessandro Amorese

Onorevole, che cosa è successo ieri sera?

«È molto semplice. Insieme agli altri amici di Fratelli d’Italia, stavo festeggiando con la sezione provinciale di Massa l’inizio delle feste natalizie. Nella pizzeria è quindi arrivato un gruppo di persone: alcuni sono rimasti fuori, mentre altri sono entrati. Quelli di dentro hanno ordinato una pizza d’asporto. Al momento di pagare, hanno dato al proprietario del locale meno dell’importo dovuto, gridando poi che il resto lo avrebbero “pagato i fascisti”, rivolgendosi a noi. A quel punto è nata una discussione accesa e si è persino arrivati alle mani, anche se per fortuna non ci sono state conseguenze gravi».

Insomma, poteva andare molto peggio.

«Sì, in tanti anni di militanza politica, ho assistito a intimidazioni ben più serie. Ma è il contesto che comunque preoccupa: nelle ultime settimane si sono ripetuti atti di vandalismo ai danni della sede locale di Fdi. Poi, ieri, è arrivata anche l’aggressione verbale e fisica. Il messaggio mi sembra chiaro: al di là dell’entità delle minacce, c’è la volontà di alzare il livello dello scontro».

Tra l’altro, visto che vi hanno tirato addosso un volantino, significa che l’azione era premeditata.

«Esattamente. Nel testo si leggono insulti al governo e si parla della “miccia che fa esplodere la nostra rabbia”. Anche la minaccia finale, che fa riferimento ad Alfredo Cospito [anarchico condannato al 41 bis, confermato ieri], recita inequivocabilmente: “Se muore Alfredo, dopo tocca a voi”. Ecco, questo tipo di intimidazioni è inaccettabile e deve essere condannato da tutti, anche dalla sinistra. Altrimenti, questo silenzio rischia di trasformare in complici chi lo pratica».

Il volantino lasciato dagli anarchici

Valerio Benedetti

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