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Roma, 14 ago – Man mano che si va avanti, emergono novità sui furbetti della politica che hanno intascato il bonus da 600 euro messo a disposizione dall’Inps. Ora si è ad esempio scoperto che tra i cinque beneficiari illustri c’è anche un parlamentare del M5S, Marco Rizzone. Alla faccia dell’«onestà»… Ad ogni modo, la conta non si esaurisce con i cinque finiti nell’occhio del ciclone. Da un’inchiesta del Tempo è infatti emerso che a richiedere e ottenere il bonus c’è anche Sergio Pirozzi, il «sindaco eroe» di Amatrice, attualmente consigliere della Regione Lazio in quota Fratelli d’Italia.

Da eroe a furbetto?

E pensare che, proprio quando era scoppiato lo scandalo, Pirozzi ci era andato giù piuttosto pesante: «Una brutta storia, che fotografa bene la distanza che c’è oggi tra una certa politica e le persone comuni. Io spero che questi 5 vigliacchi, di qualunque partito siano, si dimettano e chiedano scusa agli Italiani e ai loro sacrifici. Sarebbe doveroso. Al centro ci sono sempre le persone: se uno è una brava persona lo è da cittadino e da uomo o donna delle Istituzioni. È questo che fa la differenza. Sempre». Una condanna senz’appello, dunque. Ecco perché adesso l’inchiesta del Tempo non può che mettere in imbarazzo l’ex sindaco di Amatrice, che da consigliere regionale percepisce all’incirca 8mila euro al mese.

La difesa di Pirozzi

Una volta uscita la notizia, Pirozzi si è però difeso, affermando che la richiesta del bonus era stata fatta per il negozio di sua moglie: «Il terremoto [di Amatrice nel 2016] ha distrutto il negozio, ci siamo rialzati, poi è arrivato il Covid. Mia moglie rischiava di chiudere e ha chiesto il bonus». Sempre il Tempo, però, fa notare che il negozio «è proprietà di una S.a.s. intestata a moglie e marito». Di conseguenza, il bonus sarebbe andato anche a Pirozzi.

Vittoria Fiore

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