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Roma, 28 feb – E’ (di nuovo) polemica sui rapporti tra Matteo Renzi e l’Arabia Saudita. A scatenarla il rapporto con il quale la Cia accusa direttamente Mohammed bin Salman di aver autorizzato l’operazione al termine della quale venne ucciso il giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi. Non una novità: già la Turchia aveva messo gli occhi il membro della famiglia Saud. Ora, però, il cerchio si stringe. E arriva a toccare il nostro ex premier.

Per Renzi l’Arabia Saudita era la culla di “un nuovo rinascimento”

Galeotta, in tal senso, fu la conferenza tenuta da Renzi in Arabia Saudita a gennaio di quest’anno. Il leader di Italia Viva era volato a Riad (dietro lauto pagamento: si dice almeno 50mila euro l’assegno staccato) per un evento legato a progetti di ricostruzione dell’economia post-covid. Il senatore, d’altra parte, è membro del cda del Future Investment Initiative, espressione del principe ereditario e della sua rete di potere.

E’ qui che il fu premier si era lasciato andare a commenti di dubbio gusto. Valga per tutti l’asserzione per la quale, secondo Renzi, l’Arabia Saudita avrebbe tutte le condizioni per dare vita ad un “nuovo rinascimento”. Nulla da dire sul compenso pattuito, ma almeno ci esenti dalla morale con la quale non esita ad ammorbarci quando non è impegnato a reggere il moccolo ad una teocrazia.

Sui social impazza l’hashtag #Renzidimettiti

Ora che emergono le dirette responsabilità della casa reale della penisola arabica sull’assassinio di Khashoggi (per la cronaca: ucciso e fatto a pezzi nel consolato di Istanbul), i nodi vengono al pettine. E offrono – mentre sui social spopola #Renzidimettiti – la scusa per sparare contro l’ex sindaco di Firenze.

A dare il via alle danze è il Pd. “Alla luce del rapporto della Cia sulle responsabilità del principe saudita Bin Salman nell’omicidio Khashoggi, penso sia arrivato il momento che Matteo Renzichiarisca fino in fondo la natura dei suoi rapporti con l’Arabia Saudita e con il principe ereditario”, attacca il vicecapogruppo Pd alla Camera, Michele Bordo.

L’occasione è ghiotta anche per il M5S, che può rendere il favore dell’aver avviato la crisi costata il governo a Giuseppe Conte. Sui rapporti tra Renzi e l’Arabia Saudita “tutto il mondo politico italiano sta chiedendo chiarimenti”, spiega la capogruppo M5S in commissione vigilanza Rai, Sabrina Ricciardi. Non meno duro il senatore (e capogruppo in commissione esteri a Palazzo Madama) Gianluca Ferrara: “Roba degna del più buio Medioevo, altro che Rinascimento”.

Nicola Mattei

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