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bacchieri presidio parmaParma, 3 giu – Con trent’anni ancora da compiere, il candidato di CasaPound Italia Emanuele Bacchieri è il più giovane dei nove sfidanti del sindaco Federico Pizzarotti, colui che nel 2012 sbarrò la strada al Partito Democratico portando i cinque stelle al governo della città, salvo poi uscire rocambolescamente dal movimento di Beppe Grillo. Impiegato di banca, è stato il primo a presentarsi ufficialmente per la carica di primo cittadino lo scorso novembre.



Emanuele, perché hai deciso di candidarti?

Dopo quasi dieci anni di attività sono stati gli stessi parmigiani a chiedercelo, segno che era giunto il momento di fare un salto di qualità. Ma senza dimenticare da dove veniamo: il nostro posto è a fianco di tutti quei parmigiani che non si arrendono e così sarà a prescindere dai risultati di domenica prossima.

Parma è stata la prima città di una certa dimensione a venire governata da un sindaco grillino: qual è il tuo giudizio?

Se il Movimento Cinque Stelle persegue l’obiettivo della decrescita felice, a Parma abbiamo avuto la dimostrazione di cosa ciò significhi. Abbiamo quasi perso l’aeroporto, l’eccellenza delle Fiere sta per essere svenduta, la raccolta differenziata porta a porta trasforma la città in una discarica a cielo aperto nei giorni di raccolta e ormai quasi tutti i quartieri della città sono in mano a spaccio e degrado nel totale immobilismo dell’amministrazione, incapace di rendersi anche solo conto di cosa sta succedendo nelle strade della città.

Le tue prime tre decisioni da sindaco

Eliminiamo il degrado dalle strade e ridiamo vita ad un centro storico abbandonato a sé stesso, no all’apertura di nuovi centri d’accoglienza, priorità agli italiani nelle graduatorie per le case popolari e per gli asili applicando le proposte di modifica ai regolamenti comunali che già abbiamo predisposto.

Sembra di capire che non arrivate impreparati all’appuntamento con le elezioni, ma dovete battere la concorrenza di un centrodestra unito che nel ‘laboratorio politico’ di Parma sembra fare le prove generali per un’intesa a livello nazionale

Abbiamo motivo di credere che non arriveranno neanche al ballottaggio, per cui viene a cadere anche la logica del cosiddetto “voto utile”: l’unico voto utile è quello a CasaPound, con noi il consiglio comunale diventerà la trincea di tutti quei parmigiani stanchi di vedere la propria città ridotta all’ombra di sé stessa e un nostro consigliere, ne siamo sicuri, potrà fare più di dieci del centrodestra messi insieme.

Nicola Mattei



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