Boldrini fascismo sessismoRoma, 3 giu – La politica è anche e soprattutto selezione delle priorità. Spulciare l’agenda di Laura Boldrini e di Repubblica per questi mesi di fine legislatura rende bene l’idea della concezione del mondo di una certa sinistra. Intervistata dal quotidiano, la presidente della Camera ha voluto sensibilizzare i parlamentari sulle riforme da fare assolutamente prima dello scioglimento delle Camere. Si tratta di norme per il sostegno alle famiglie, contro il precariato, in favore delle imprese? Si tratta di leggi per la sicurezza o contro la criminalità? Macché. Andiamo a vedere.

Repubblica ne aveva già proposte sei, che la Boldrini conferma: “Il codice antimafia, il biotestamento, lo ius soli, il processo penale, il reato di tortura, la legalizzazione dell’uso personale e terapeutico della cannabis”. Su sei “priorità”, una è una legge criminale e antistorica (lo ius soli), una è una boiata ludica e decadente (la cannabis). Il biotestamento, se scritto in una certa maniera, è una norma di civiltà, anche se rientra in quell’ambito di tematiche prettamente individuali che tanto appassionano l’opinione pubblica oggi. Sul resto si può discutere. Ma c’è di più.

All’agenda di Repubblica, infatti, la Boldrini aggiunge la sua: “Il cognome della madre ai figli, approvato dalla Camera nel settembre del 2014; il sostegno normativo agli orfani di femminicidio, già passato da noi nel marzo scorso; c’è il contrasto all’omofobia che porta il timbro di Montecitorio del 2013 ed è un provvedimento importante in un mondo di cyberbullismo e di violenza anche offline; ci sono anche i piccoli Comuni da salvaguardare, un tema in agenda da legislature, se vogliamo contrastare lo spopolamento che è un problema serio del Paese, soprattutto nel Centro Italia dopo il terremoto”. Qui c’è davvero il tracollo: andiamo dalla demolizione del retaggio patrilineare, carico com’è di implicazioni simboliche e culturali, alle solite idiozie su omofobia e cyberbullismo, che sappiamo bene dove portino i realtà. Sostegno normativo agli orfani di femminicidio? Bellissimo, ma perché non “sostegno agli orfani” e basta? Quanto al “contrasto allo spopolamento”, fa davvero ridere (per non piangere): la principale sponsor della sostituzione etnica che si preoccupa dello spopolamento. E come vorrebbe risolverlo sentiamo: forse con i “sessisti” e “patriarcali” sostegni alle famiglie? Non se ne parla. Meglio gioire per i paesini “ripopolati” dai profughi. Tu chiamale, se vuoi, “priorità”.

Giorgio Nigra

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