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Roma, 4 giu – A dieci giorni dall’attentato di Manchester, a due mesi dall’assalto a Westminster, Inghilterra ancora sotto attacco. Sono almeno sei i morti di quello che Scotland Yard ha definito come “un attacco prolungato, iniziato a London Bridge e concluso a Borough Market”. Un attentato in due tempi, quindi, con due delle modalità più tragicamente note dell’odierno terrorismo: l’automezzo sulla folla e le coltellate inferte ai passanti. Secondo la ricostruzione di Scotland Yard, i tre terroristi hanno prima utilizzato un furgoncino bianco per lanciarsi a tutta velocità e investite alcune persone su London bridge, poi sono scesi e ne hanno ferite altre a coltellate.



Quindi sono risalite sul mezzo e hanno proseguito per Borough Market, dove hanno accoltellato altre persone fra i ristoranti e i bar della zona. Alcuni media parlano di 20 persone travolte dal pulmino e 7 accoltellate, di cui tre sgozzate. Il servizio ambulanze di Londra ha detto che 48 persone sono state portate in cinque ospedali in tutta la capitale. Lo scontro finale con la polizia è avvenuto 8 minuti dopo la prima chiamata di allarme davanti a Borough Market. I terroristi, tre in tutto, con false cinture esplosive, sono stati uccisi dalle forze dell’ordine.

Secondo alcuni testimoni, i terroristi avrebbero urlato: “Questo è per Allah”. Tutto è accaduto alle 22:08 – le 23:08 in Italia. In seguito, in un altro luogo della città, sono state avvertite quattro esplosioni, che sarebbero detonazioni controllate da parte della polizia per far brillare oggetti considerati potenziali rischi. L’Unità di Crisi della Farnesina è al lavoro per verificare l’eventuale coinvolgimento di connazionali negli attacchi a Londra in stretto contatto con l’ambasciata d’Italia.

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3 Commenti

  1. questa sarà la quotidianità dell’Europa; attentati abbastanza frequenti ed impossibili da debellare come in Israele;

    la differenza che in quel Paese sono tutti armatissimi e addestrati (servizio di leva fatto coi controcosi anche dalle donne) per cui la reazione è praticamente immediata ed il terrorista abbattuto…

    qui,basti vedere le locandine di propaganga della Marina con Rosaria,il ginecologo e quell’altra che sorridente stravolge uno dei motti dei NAVY SEALS (no-one left behind/che nessuno venga abbandonato,in questo caso riferito a TUTTI gli Africani) per capire in che mani siamo capitati.

    A proposito,ho letto da qualche parte che al posto di “Imagine” a Manchester nel concerto a commemorazione della strage hanno suonato “Don’t look back with anger” (non guardare al passato con rabbia)…

    non ha funzionato.
    prossima canzone sognante e pacifista ?
    “Felicità” con Albano e Romina ?

  2. Il terrorismo è sempre politico, i politici sono sempre coinvolti. Non riescono o non vogliono difenderci e non lasciano che ci difendiamo da soli. Concordo col commento di Nemesi, dobbiamo adeguarci ad Israele e reinserire la leva obbligatoria anche alle donne e armare la popolazione. Serve un Socialismo Nazionale per gli interessi dei cittadini nazionali non degli interessi di corporazioni e nazioni straniere.

  3. Non esiste altra soluzione, o noi o loro ! Ha ragione Putin di voler impiegare armi nucleari contro questi bastardi !

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