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Roma, 11 ott – L’aria si sta facendo sempre più pesante. E non perché ci sia davvero un’«emergenza fascismo», la solita sciocchezza buona per tutte le stagioni. L’aria è pesante perché ci sono troppi indizi che concorrono a fare una prova. Vediamoli. A pochi giorni dalle elezioni comunali, prima scoppia il caso Morisi (usato strumentalmente per infangare la Lega e, non a caso, già destinato all’archiviazione), e poi viene pubblicata la pseudo-inchiesta di Fanpage sulla fantomatica «lobby nera» (usata strumentalmente per infangare Fratelli d’Italia). Una «roba da servizi deviati», come l’ha definita Sallusti, e che ha addirittura messo in allarme l’Unione delle camere penali (Ucpi), che ha parlato di una «nuova pericolosa frontiera del processo mediatico».



Troppe cose che non tornano

Nel frattempo continua a montare la protesta contro la misura draconiana del green pass, con il governo Draghi messo nel mirino da una larga fetta della popolazione che vede conculcati i suoi diritti. Le piazze di Roma e Milano erano piene, senza contare lo sciopero generale indetto oggi dai sindacati di base. Insomma, Draghi comincia a stare antipatico a parecchi italiani. E non è un bene per quelle forze politiche che appoggiano acriticamente l’ex governatore della Bce, soprattutto se tra una settimana ci sono i ballottaggi. Che succede, quindi, in tutto questo? Stranamente alcune (poche) persone, peraltro ben note alle forze dell’ordine, vengono lasciate libere di devastare la sede romana della Cgil. Sì esatto: vengono lasciate libere. Risultato? Il governo può oscurare mediaticamente la rabbia popolare diretta contro il suo operato, e i media allineati hanno buon gioco a rispolverare l’«emergenza fascismo».

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Ora, a pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca. Sì perché era ovvio che un assalto alla Cgil fosse del tutto funzionale al governo. E infatti il Viminale non ha fatto nulla per evitarlo, come hanno denunciato anche Matteo Salvini e Ignazio La Russa. Delle due l’una: o gli assaltatori della sede della Cgil sono degli utili idioti, oppure c’è materia abbondante per il Copasir. E qui ci fermiamo per carità di patria.

L’«emergenza fascismo» non esiste

Tra l’altro, tutte queste cose sono ben note ai Fiano di turno e ai giannizzeri dei media di sinistra: lo sanno benissimo che la stragrande maggioranza dei manifestanti era composta da cittadini pacifici, così come non possono non sapere che le violenze di piazza sono state orchestrate anche da gruppi di estrema sinistra. In pratica, la tanto temuta «emergenza fascismo» non esiste, e le elucubrazioni in proposito sono destituite di qualsiasi fondamento. Questo è il paradosso: la sinistra è colpevole esattamente di quello che denuncia da mesi, cioè «complottismo». Far passare le piazze per una marea fascista pronta a marciare su Roma, del resto, è un’operazione talmente ridicola da far sorgere seri dubbi sulle finalità di chi la propone. Detto in maniera brutale ai nostri colleghi giornalisti: alimentare questa nuova strategia della tensione è da incoscienti e da irresponsabili. O da criminali.

Valerio Benedetti



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