Roma, 29 ago – Caro gas, andiamo in dad. Una rima non proprio baciata ma efficace, almeno stando alla stravagante proposta venuta per il mondo della scuola, successivamente agli ultimi, folli aumenti di prezzo della ormai sempre più preziosa fonte energetica.

Dal gas alla dad

Viene quasi da pensare che l’esperienza biennale del Covid abbia, in qualche maniera, “registrato” certe dinamiche logiche negli approcci di alcune persone. E se il mondo della scuola ha in questo lungo periodo suo malgrado preso confidenza con quella terribile pratica psicologica e pedagogica denominata “didattica a distanza”, allora, pur – forse – al termine di essa, pare quasi non si aspetti altro che un nuovo motivo per ributtarla violentemente in pista. Prima era il Covid, oggi il caro gas, ma la dad viene riproposta. Con nostalgia? Ovviamente, non possiamo saperlo. Ma da ciò che riporta l’Ansa, forse non è azzardato dedurlo. La geniale idea viene  dalla Provincia di Verona: settimana corta e dad per risparmiare gas per circa il 4%. Il sottosegretario all’Istruzione della Lega Rossano Sasso non sembra provare nostalgie, almeno a parole, e respinge l’idea che “andrebbe a penalizzare chi ha sofferto di più in pandemia, bambini e ragazzi. Discorso chiuso”. E reagisce anche il presidente dei presidi Anp Mario Rusconi: “Se le scuole per esempio dovessero essere chiuse tutti i sabati, non è pensabile che si possano, gli altri giorni, ridurre gli orari delle lezioni e fare ore di 50 minuti con giornate scolastiche di 6-7 ore: sarebbe una aggressione al diritto dello studente ad aver garantita la formazione”.

Gli altri “no”

Per fortuna, Lega e Anp non rappresentano i soli dinieghi. Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio, è fortemente contrario. “Nessun calo energetico in scuola e ospedali: qualsiasi siano le determinazioni su eventuali ragionamenti vanno preservati scuola e sanità, questo deve essere l’ impegno fondamentale – dice – dobbiamo aiutare i giovani e i malati”.  I sindacati sono sulla stessa linea, come riferisce il segretario della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile: “Utilizzare la Dad per risparmiare sul caro gas mi sembra pura follia se pensiamo che le linee guida inviate alle scuole per prevedono esclusivamente di aprire le finestre magari con i termosifoni accesi! La scuola è una cosa seria e risparmiare su di essa significa non investire sul futuro del paese. Piuttosto tagliamo sugli sprechi: mi viene in mente il Parlamento i cui termosifoni sono accesi h24 ed è invece frequentato dal martedì al giovedì…e lasciamo stare in pace la scuola”. Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola, dice: “La scuola deve essere l’ultima da prendere in considerazione per procedere con le limitazioni del tempo scuola e con eventuali conversioni delle lezioni dalla presenza alla distanza: si possono abbassare le luci nei centri commerciali, cominciando a tenerli per esempio chiusi la domenica – suggerisce – si possono abbassare i riscaldamenti negli uffici pubblici ma va preservato il diritto allo studio, senza far pagare l’emergenza energia ai giovani”. Insomma, per ora la nostalgia dad non prevale. Ma per il futuro, mai dire mai.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. Sì perché il gas a casa ce lo donano !! Studieremo e faremo tutto nel sacco a pelo posto sulla branda ?

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