Roma, 16 feb –  Caso Diciotti: Luigi Di Maio  dà il suo tacito assenso ad un appuntamento che sarà fonte di nuove frizioni con l’alleato di governo: il voto online su Rousseau sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.
Questa iniziativa sembrerebbe avere duplice obiettivo: adottare uno strumento di pressione su Salvini su un argomento molto delicato com quello della Diciotti; dall’altro dare la possibilità alla “base” del Movimento di esprimersi su una vicenda che anche all’interno dei cinque stelle stessi può provocare una frattura.

Il quesito verrò espresso dal senatore Michele Mario Giarrusso, capogruppo MS in giunta delle Immunità. Nei giorni scorsi il senatore sembrava protendere per un “no”.
Tale rifiuto sembra essere anche l’orientamento di tutti i capi del Movimento e non è difficile capire il perché: la decisione sulla Diciotti fu di tutto il governo. Rientra dunque in un’ottica di “autotutela”.

Non meno importante è la prospettiva che  il “si” al processo per Salvini rischi, in effetti, di trasformare la sua figura in quella di un  “martire” facendo a tutti gli effetti il suo gioco.
La votazione sulla piattaforma Rousseau si terrà tra domenica e lunedì: i risultati saranno illustrati nell’assemblea congiunta prevista per lunedì sera.

In tale assemblea Di Maio si esprimerà anche sulle “novità” in vista per le europee – dal team di coordinamento locale all’apertura alle civiche.
L’obiettivo parrebbe essere quello di rivedere il M5S in una lettura più “europea”: verranno presentati i primi 10 punti del manifesto con cui, infatti, il partito correrà alle elezioni imminenti.
Sono 4 i leader di forze politiche di altri paesi che hanno partecipato all’iniziativa: i polacchi di Kikuz’15, i greci di Akkel, i croati di Zivi Zid, i finlandesi di Liike Nyt. Per arrivare a formare un gruppo è necessaria l’adesione di altri due partiti di due Paesi diversi.
“Saremo l’ago della bilancia del prossimo Parlamento Ue, vogliamo che tutti tornino a credere nel sogno europeo”, dichiara Di Maio.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Salvini ha agito per il meglio quale ministro degli interni , aveva l’obbligo di accertare chi stavamo prendendo in casa nostra , già dobbiamo sopportare una pluralità de extracomunitari dediti allo spaccio e alla gestione della prostituzione, vedi la mafia nigeriana a Castel Volturno, quindi la sua azione dovrebbe essere salvaguardata con un secco no alla richiesta di rinvio a giudizio.

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