Il peggior lascito del M5S è stato senza dubbio il germe dell’antipolitica. L’artificio retorico con cui i grillini hanno catturato l’attenzione e, successivamente, i voti di milioni di cittadini è stato semplice ed efficace: se le cose vanno male è perché i «politici» rubano. Un ragionamento di una pochezza, appunto, stellare. E tuttavia, proprio per la sua bassezza digeribile a chiunque, di una potenza dirompente.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di luglio 2022

M5S: anatomia di un fallimento

Il movimento di Grillo ha trovato la strada spianata da anni di narrazione giornalistica incentrata sulla corruzione nei partiti, le mazzette nei ministeri e il malaffare nelle istituzioni. Non che queste cose non esistano, anzi, ma va ricordato – per quanto risulti strano dirlo – che tali macchie esistevano anche durante i boom economici e nel pieno dell’esplosione del benessere in Italia. Insomma, quando si parla di «corruzione», bisognerebbe sottolineare il fatto che essa raramente risulta letale per un sistema, a meno che il corruttore non chieda al corrotto di tradire la propria nazione (e qui a molti lanzichenecchi fischieranno le orecchie).

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Va anche aggiunto, a onor del vero, che le tanto decantate «classifiche mondiali della corruzione» si basano spesso sulla «corruzione percepita», che in Italia risulta parecchio alta proprio in virtù di un certo bombardamento mediatico esterofilo e colpevolizzante. In Germania, dove abbiamo esempi di corruzione gravissimi dalle tangenti della Siemens alla manomissione dei dati sulle emissioni nelle Volkswagen, passando per gli scandali della Deutsche Bank, il livello percepito del problema da parte dei tedeschi è decisamente più basso. Forse perché da quelle parti non c’è chi ripete ai suoi connazionali, ogni ora, quanto essi siano ladri e disonesti? Tornando al M5S, è facile intuire come il successo di una forza politica incentrata su un’analisi della realtà così fallace, limitata e fuorviante non possa che avere un effetto deleterio sulla nazione. Il refrain delle «auto blu» e dei «vitalizi», diventati vessilli di un manipolo di scappati di casa approdati in parlamento, ha oscurato discorsi e argomenti vitali, accennati a fasi alterne e abbandonati una volta raggiunta l’agognata poltrona. Uno su tutti: la lotta per la…

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