Roma, 9 lug — Mentre vengono pubblicate le nuove statistiche sul crimine e Lione si assesta al primo posto, diventando la città più pericolosa di Francia (63 omicidi nel 2021 contro i 61 di Marsiglia e, come termine di paragone, 26 di Napoli, contro i 18 di Roma e 19 di Torino), alcuni gruppi cittadini decidono di creare un vademecum ad uso soprattutto della donne — ma non solo.

Nantes, il vademecum per non finire stuprate dagli immigrati

Primo caso a Nantes, il volantino è stato proposto con l’ameno titolo I buoni comportamenti per uscire a Nantes in sicurezza. Come dire, «non te la andare a cercare»; una frase che le femministe hanno sempre — a giusto titolo — odiato, ma che adesso diventa d’obbligo proprio come il non detto: ovvero, la pleonastica equazione immigrazione-criminalità.
Ma ecco la formula felice per uscire in tutta sicurezza in una normalissima città europea:

  • Evitate di tirare fuori il telefono
  • Scegliete una giacca con tasche interne e preferibilmente con chiusura zip
  • Fate attenzione al vostro bicchiere per evitare di essere drogate da malintenzionati
  • Rimanete su strade principali ed non camminate sulle vie piccole
  • Non rispondere a offese e insulti o catcalling
  • Scegliete borse piccole e che si possano chiudere
  • Non portate borse aperte
  • Non tornate a casa da sole
  • Non prendete taxi o uber da sole
  • Non tirate fuori il pacchetto di sigarette, non fumare per strada
  • Non fermatevi in luoghi isolati per cercare qualcosa nella borsa o rispondere a un messaggio
  • Non lasciate che le vostre amiche rientrino a casa da sole
  • Non portate il telefono nella tasca posteriore dei jeans o pantaloni
  • Nell’autobus, rimanete vicino all’autista

Manca solo: non mettetevi la minigonna o un abito troppo succinto e truccatevi con moderazione, e poi nel vademecum c’è più o meno tutto. Quindi, la morale è, anziché combattere il crimine, rendere sicure le nostre città, limitare — o quantomeno controllare — il fenomeno dell’immigrazione extra-europea affinché una donna occidentale sia libera di uscire come, dove e quando vuole, è la donna stessa a doversi cautelare attraverso dei comportamenti «virtuosi».

Il “velo cristiano” per difendersi dai musulmani

La situazione è talmente grave in Francia — e lo sarà presto anche da noi — che addirittura una delle ultime tendenze su TikTok è l’utilizzo del velo anche per le non musulmane: «il velo cristiano e come metterlo in modo stiloso». Già, perché se sei coperta, sei probabilmente una ragazza per bene e meno esposta ad attenzioni indesiderate (e per attenzioni indesiderate ci riferiamo a stupro e aggressioni). Di fatto, una sorta di islamizzazione, una trasposizione reale del visionario romanzo di Michel Houellebecq, Sottomissione, che parla di una Francia ormai conquistata dall’Islam.

Chiara Guarini Del Fiacco

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2 Commenti

  1. Articolo pratico-simpatico… ma tappare i “buchi”, sensibili, vulnerabili, appetibili non è fattore da soluzioni ordinarie. Islam o non Islam. Non me ne voglia…, cordialmente.

  2. Noi non siamo mai arrivati primi, ma ci stiamo arrivando. Per ora gli inviti alle precauzioni sono riferiti al “fuori casa” Il bello verrà quando sarà necessario adottarle in casa… Mille ospiti al giorno in tre anni fanno un esercito che non riesci a combattere nemmeno con il metodo Putin. Forse per allora avremo un ministro dell’interno, speriamo.

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