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Roma, 29 lug – Giulio Tremonti asfalta Giuseppe Conte dandogli dello “quaquaraquà” per aver prorogato arbitrariamente lo stato di emergenza in assenza di emergenza e violando la Costituzione. Intervenuto ieri a Stasera Italia su Rete 4, quando gli si chiede se ha l’impressione che il premier abbia scavalcato l’iter democratico, l’ex ministro dell’Economia risponde: “Più che un’impressione, la Costituzione. Articolo 117, secondo comma, lettera Q come quaquaraquà. La Costituzione dice che è competenza esclusiva dello Stato la profilassi internazionale – spiega Tremonti -. E questa lo è. Detto ciò un conto è la competenza esclusiva dello Stato, per inciso il governo ha violato la Costituzione a lungo, il governo non ha esercitato quello che era un suo dovere, ha fatto polemica con le Regioni”, attacca l’ex ministro. Parole pesanti che, nonostante la consueta flemma dell’ex titolare del Mef, esprimono una condanna netta per l’operato del premier e del governo giallofucsia.

“Continuare con lo stato di emergenza causa drammatici effetti per l’economia”

“Per tante ragioni è stata discontinua l’applicazione di una norma che era dovuta. La profilassi internazionale sta anche nel Trattato europeo, alla voce ‘flagelli’ – fa presente l’economista -. Vuol dire gestire i trasporti, gli edifici, la profilassi. Un conto è avere il potere, un conto è averlo esercitato, un conto è continuare ad esercitarlo, quando è del tutto evidente che lo stesso apparato di prudenza, di intervento, di emergenza lo puoi attivare in un minuto. Viceversa continuare a trasmettere uno stato di questo tipo, determina drammatici effetti nella vita di un Paese, anche solo dal lato dell’economia. Se l’economia va giù, e sta andando giù, poi non hai più i soldi per gli ospedali e le persone. Prima o poi finiscono i soldi”, conclude Tremonti.

Adolfo Spezzaferro

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