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Conte in tv agita lo spettro della terza ondata. Firmato il Dpcm: a Natale tutti chiusi in casa

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 4 dic – Giuseppe Conte annuncia il Dpcm di Natale a reti unificate, firmato poco dopo la conferenza. Sarà in vigore da oggi al 15 gennaio 2021. “Siamo costretti a introdurre misure che prevedono ulteriori restrizioni dal 21 dicembre al 6 gennaio“. Così il premier introduce il giro di vite per le vacanze di Natale. “La strada per la fine della pandemia è ancora lunga, dobbiamo scongiurare il rischio di una terza ondata che potrebbe arrivare già in gennaio, potrebbe essere non meno violenta della prima e della seconda ondata”. Ecco il Conte della pandemia: un mix di paternalismo e massicce dosi di allarmismo. Con tanto di presa in giro: “Sarà un Natale diverso da tutti gli altri ma non meno autentico”, dice convinto. Insomma, in tv il premier mette paura agli italiani per giustificare il giro di vite natalizio.

Conte: “In un mese abbiamo piegato la curva portando l’Rt a 0,91”

Continueremo ad applicare il sistema delle zone rosse, arancioni e gialle. Si sta rivelando efficace, ci permette di dosare gli interventi e di adottare misure ben differenziate su base territoriale – prosegue il premier -. Le misure sono adeguate al rischio effettivo dei territori senza inutili penalizzazioni. Nel giro di appena un mese abbiamo piegato la curva dei contagi portando l’indice Rt a 0,91, sotto 1“. Sì, peccato che a Natale, con l’Italia presumibilmente tutta gialla, gli spostamenti saranno vietati. Il 25, 26 e 1 gennaio addirittura non si potrà uscire dal proprio comune di residenza. Imposizione, quest’ultima, che ha scatenato le ire dei governatori.

Il Dpcm di Natale firmato da Conte

Ecco il giro di vite natalizio secondo il Dpcm firmato ieri da Conte. Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti da una regione all’altra anche per raggiungere le seconde case. A prescindere dal colore. Come abbiamo detto, a Natale, Santo Stefano e Capodanno sono vietati anche gli spostamenti da un comune all’altro. Resta il divieto di spostarsi su tutto il territorio dalle 22 alle 5. Ma il coprifuoco a Capodanno sarà esteso dalle 22 alle 7. Ci si potrà spostare per motivi lavorativi, motivi di salute e casi di necessità, con l’obbligo di compilare l’autocertificazione. Tra le eccezioni rientra anche l’assistenza a persone non autosufficienti. E’ sempre consentito il rientro nel comune di residenza, nel proprio domicilio e nel luogo in cui si abita. Questo permetterà il ricongiungimento di coppie lontane per motivi di lavoro ma che convivono.

Quarantena per chi va all’estero dal 21 dicembre al 6 gennaio

Gli italiani che andranno all’estero per turismo dal 21 dicembre al 6 gennaio al rientro dovranno sottoporsi alla quarantena. Anche i turisti stranieri che arrivano in Italia nello stesso periodo dovranno sottoporsi dalla quarantena. Conte spiega: “E’ una misura chiaramente dissuasiva: non sappiamo dove andranno e se lì saranno permesse feste. Anche gli stranieri che verranno in Italia nello stesso periodo saranno sottoposti a quarantena”.

Niente sci dal 4 dicembre al 6 gennaio

Gli impianti sciistici saranno chiusi dal 4 dicembre al 6 gennaio. A usarli potranno essere solo gli atleti professionisti e non professionisti, per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. A partire dal 7 gennaio 2021, gli impianti saranno aperti agli sciatori amatoriali previa adozione di apposite linee guida anti-assembramento da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico. Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono inoltre sospese le crociere.

Il premier: “Non ricevere a casa persone non conviventi”

Per quanto riguarda bar e ristoranti, nell’area gialla saranno aperti fino alle 18, anche a Natale e Santo Stefano. Sul fronte del cenone di Natale e dei festeggiamenti, Conte ammette che “in un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni”. Quindi il premier si limita a “solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”, aggiunge con il consueto paternalismo.

Negozi chiudono alle 21. Centri commerciali chiusi nei fine settimana e nei festivi

Per quanto riguarda lo shopping natalizio, che a quanto pare sta a cuore al governo giallofucsia più delle feste in famiglia, i negozi al dettaglio rimarranno aperti fino alle 21 da qui al giorno dell’Epifania. Resta però confermata la chiusura dei centri commerciali nei weekend e giorni di festa. “Nelle giornate festive e prefestive – si legge infatti nel testo definitivo del Dpcm pubblicato sul sito di Palazzo Chigi – sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole”.

Niente veglioni: ristoranti degli alberghi chiusi il 31 sera

Gli alberghi rimangono aperti ma il 31 sera non si potranno organizzare veglioni e cene, i ristoranti degli alberghi chiuderanno alle 18. Da quell’ora del 31 dicembre 2020 e fino alle 7 del 1° gennaio 2021, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera. Rimane ovviamente il divieto di assembramento. I sindaci in accordo con i prefetti potranno disporre la chiusura di strade e piazze o comunque gli ingressi contingentati per evitare affollamenti durante le festività natalizie.

Dal 7 gennaio tornano in classe gli studenti delle superiori

Infine, “dal 7 gennaio ricomincerà la didattica in presenza nelle scuole superiori di secondo grado, in questa fase in ogni scuola sarà garantito il rientro in presenza del 75% degli studenti”, conclude. Il Dpcm di Natale firmato ieri da Conte assomiglia tanto a un lockdown, anche se nessuno lo dice. Ma gli italiani lo sentiranno eccome.

Adolfo Spezzaferro

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