Roma, 5 ago – Se questo è il centrosinistra, il centrodestra può dormire sonni tranquilli. Al netto degli scontri interni per leadership e ipotetica squadra di governo, di certo dalle parti di Salvini, Meloni e Berlusconi potrebbero pure pensare di non proferir parola fino al 25 settembre, perché a distruggersi – da soli – ci pensano gli avversari. Basti osservare il degradante teatrino degli ultimi giorni, con il Pd che ha chiuso le porte a Renzi e M5S, le ha spalancate a Calenda, prova a riaprirle per la “cosa rossoverde” (ma chi se li fa Fratoianni e i Verdi?) e giusto per scontentare tutti offre pure una corsia preferenziale a Di Maio. Come nani sulle spalle dei nani, il trionfo della miopia.

Nuova puntata del teatrino: Di Maio contro Calenda

L’ex capo politico grillino oggi è passato all’attacco del leader di Azione, indigesto a buona parte della coalizione (o di quella che dovrebbe essere una coalizione) per via della sua supponenza malcelata. “Dopo essere partito dal ‘grande centro’, Calenda è diventato un ‘gregario’ della coalizione di centrosinistra”, scrive Di Maio. “Di conseguenza, capisco le sue difficoltà a spiegare, anche ai nuovi arrivati del suo partito e al suo elettorato, che alla fine si candida nel centrosinistra. Sorprende, però, che alla fine proprio Calenda – che si innalza a paladino dell’anti-grillismo – nelle sue dichiarazioni e nei suoi tweet sia diventato il più estremista di tutti. Con questo atteggiamento sta solo disgregando la coalizione di centrosinistra prima ancora che si formi, facendo un regalo alle destre. Ovviamente Calenda può fare quello che vuole, ma con meno arroganza e più rispetto”, afferma l’ancora (per poco) ministro degli Esteri.

Basta ricordare Alceo

Il centrosinistra più triste di sempre sembra insomma la caricatura dell’Opera dei Pupi, con la differenza che il teatro tradizionale della marionette è un capolavoro di finezza siciliana, in questo caso siamo di fronte a un battibecco tra marionette. Potremmo scomodare Aristofane o mettere mano a Plauto per ridere di queste sceneggiate, ma sarebbe troppa grazia. In fondo, qualcuno sul serio è interessato a queste buffonate tra personaggi da avanspettacolo? Può bastare allora citare Alceo e quel sublime “ora bisogna ubriacarsi”, perché forse è l’unico modo per dimenticare questa avvilente estate politica italiana. In attesa del giudizio, impietoso, degli elettori.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Il Parlamento tutto è il teatro dei Pupi finta opposizione inclusa il cui gestore Mattarella pare più che chiaramente fiduciario di chi ha comprato la quasi totalità dei governi occidentali
    https://bit.ly/3wtwYzD

    e neanche si preoccupa di nasconderlo o forse sì perché il video all’inizio presente anche su youtube è stato casualmente rimosso anche se, almeno per l’Italia non ce ne sarebbe stato bisogno vista la scarsa propensione dell’Italiano medio allo studio delle lingue straniere.

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