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Roma, 31 mar – Non è bastato a Matteo Salvini entrare nel governo Draghi per essere lasciato in pace della magistratura. Le toghe rosse, infatti, non dormono mai. E così la Procura di Palermo ha deciso di rinviare a giudizio il segretario della Lega per il caso Open Arms. E poco importa che lo stesso procedimento, intentato dalla Procura di Catania per il caso Gregoretti, si sia concluso con un non luogo a procedere. Ad ogni modo, in attesa di ulteriori sviluppi legali della faccenda, adesso è arrivato in soccorso di Salvini quello che è un vero e proprio insospettabile: Antonio Di Pietro.



Di Pietro difende Salvini

In un’intervista rilasciata al Giorno, l’ex star di Mani Pulite ha spiazzato tutti: «Posso dirle una cosa? Per me anche Matteo Salvini è innocente. Cioè: non condivido quello che ha fatto. Ma era ministro di un governo che sapeva benissimo quello che stava facendo Salvini», ha affermato Di Pietro. Certo, questo non fa dell’ex leader dell’Italia dei valori un leghista ad honorem. Però il punto rimane: se proprio bisogna far partire un processo, andrebbe portato alla sbarra tutto il governo gialloverde, non solo l’ex ministro dell’Interno: «Che facevano gli altri, in Consiglio dei ministri? Stavano a guardare? Si lavavano le mani come Ponzio Pilato? Forse sì, si sono lavati le mani come Ponzio Pilato. Ma Ponzio Pilato è colpevole della morte di Cristo! E allora dovrebbero essere processati tutti. Non Salvini solo», aggiunge Di Pietro.

Tutti i mali della magistratura italiana

Tuttavia, Di Pietro non si limita a parlare di Salvini. La sua intervista è piuttosto un vero attacco alla magistratura italiana nel suo complesso. Il pomo della discordia è ovviamente rappresentato dalla richiesta dei giudici di saltare la fila per i vaccini. Secondo l’ex magistrato, infatti, «il vaccino è un diritto per tutti. Quindi ogni cittadino avrebbe diritto a essere vaccinato subito, adesso, in questi giorni. Ma siccome non ci sono vaccini sufficienti, bisogna proteggere per primi i più deboli. Gli anziani e i malati». Insomma, i magistrati sbagliano? «Non direi che sbagliano. Sbagliare vuol dire commettere un errore. E questo non è un errore: è un abuso. Chiamiamo le cose con il loro nome. I magistrati conoscono, devono conoscere la legge. E sanno, devono sapere che la legge non concede loro alcuna priorità rispetto agli altri cittadini. Quello che stanno chiedendo è un ricatto».

Ma per Di Pietro non c’è solo lo scandalo dei vaccini in ballo, né tantomeno la faccenda di Salvini. Il discorso è più ampio e riguarda lo stato di salute stesso delle toghe italiane: «La magistratura viene vista come una casta. Una professione necessaria al Paese che sfrutta il proprio ruolo per raggiungere un fine, un privilegio. Quanto al confronto con i miei tempi, per favore: non mischiamo il grano col loglio.  Quando facevo il pm io, se si trovava un reato si cercava il colpevole. Adesso spesso prima si cerca il colpevole, poi ci si dà da fare per trovare un reato da contestargli». Un po’ come successo, appunto, con Salvini.

Vittoria Fiore



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