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Roma, 12 ago – Mai come ora, in questo momento storico stiamo assistendo ad un totale sconvolgimento degli equilibri geopolitici, forse ancor più rispetto al latente conflitto fra Stati Uniti e Unione Sovietica che durò fino al crollo del Muro di Berlino. Il governo Conte bis, con le sue oggettive responsabilità in merito ad aumento del flusso migratorio (peraltro diversi immigrati provenienti dall’Africa del Nord risultano positivi al coronavirus), danneggiamento dell’economia nazionale e dei diritti sociali, si trova perfettamente allineato con il globalismo ordoliberista che si serve di organi tecnico-finanziari come l’Unione Europea per disgregare il nostro Stato sociale e tutti i presupposti che sarebbero funzionali per un sano riconoscimento nell’identità, valori, tradizioni e cultura del popolo.

Dittatura sanitaria

L’esecutivo giallofucsia è fautore di un regime terapeutico e sanitario, limitando tutte le libertà sancite dalla nostra Costituzione in nome di una generica “salute”, quando diversi esponenti del mondo accademico e scientifico (Alberto Zangrillo, ad esempio) hanno più volte dichiarato che non vi sarà una seconda ondata e che la pandemia almeno in Italia è terminata.

Allora perché continuare con distanziamenti sociali, mascherine e misure restrittive sempre più prive di senso (a Torino è stato introdotto il divieto di guardare le persone in faccia negli autobus)? Perché continuare a vivere nella paura quando le ripercussioni socio-economiche prodotte dalle politiche scellerate di questo governo saranno gravissime per gran parte dei cittadini? Non si è mai vista una situazione come questa, con gran parte delle testate acclamano Conte come un eroe – c’è chi si è spinto a considerarlo il miglior premier degli ultimi decenni – dopo che ha sospeso il dettato costituzionale a colpi di Dpcm (atti amministrativi del presidente del Consiglio dei ministri e non quindi fonti del diritto, ricordiamo), dopo che a migliaia lavoratori italiani non sono ancora arrivati gli assegni della cassa integrazione mentre lui e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, hanno fatto così tante promesse che a quest’ora dovremmo essere lo Stato più ricco del globo.

Serve un polo sovranista

Non sono solo critiche, ma vere e proprie contraddizioni politiche dovute ad eventi passati, calcolando che i precedenti esecutivi rispondevano a istanze globaliste e ordoliberiste e in nome di queste ultime hanno effettuato ripetuti tagli al sistema sanitario che adesso vorrebbero invece tutelare. Quando però si va ad indagare effettivamente perché sono stati attuati questi tagli alla sanità, per la maggiore viene riferita la solita risposta “perché ce lo chiede l’Europa”: inutile dire che non esiste più un governo che faccia valere la sovranità nazionale in Italia, prendendo le politiche d’indirizzo da un’Unione Europea che sa più di “banda bassotti”.

Una qualche “salvezza politica” potrebbe oggi essere rappresentata dalla nascita e crescita di un nuovo polo sovranista che si opponga a scelte ormai smaccatamente, se non dichiaratamente anti-italiane. Un polo, quello sovranista, che deve però allo stesso tempo abbandonare gli schematismi neoliberisti, passando da un generico (quanto sterile) “euroscetticismo” all’anti-europeismo dichiarato se non si vuole cadere nell’oblio politico.

Giulio Romano Carlo

3 Commenti

  1. Ma questo ipotetico “polo sovranista”, in che modo dovrebbe essere attuato?
    Inoltre, la parola “polo” indica un centro. E questo centro sovranista, dunque, dove dovrebbe avere sede?

    Il sovranismo funziona solo se inserito in un àmbito di più Paesi sovrani che collaborino, tutti insieme, all’attuazione di un unico scopo. L’Italia è già dal 1945 in oblìo politico, allo stato attuale delle cose, non può esistere un sovranismo che sia solo ed esclusivamente italiano.

    Innanzitutto, bisognerebbe denunciare il cosiddetto “trattato di pace” del 1947; nel frattempo, attuare le procedure (cosa che diverrebbe una autentica battaglia) per farsi restituire tutto l’oro italiano contenuto nei forzieri USA; bisognerebbe stracciare e ridiscutere tutti-ma-dico-tutti gli accordi commerciali e i trattati stipulati negli anni, a livello internazionale, dallo Stato italiano, soprattutto, quelli riguardanti i temi immigrazione/emigrazione e inoltre, mettere le cose ben in chiaro alle migliaia di imprese a gestione straniera presenti sul nostro territorio nazionale; sarebbe anche necessario ripudiare la massonica dichiarazione dei diritti umani (scritto volutamente in minuscolo) e uscire dall’UE, dall’ONU, dall’OMS, dalla NATO e via elencando, in modo da non dover più prendere ordini da niente e da nessuno. A tacere della gravissima situazione venutasi a formare in Vaticano, attraverso la progressiva sostituzione della Teologia della Liberazione – con la sua enorme influenza sulle masse sprovvedute – al Cattolicesimo Romano (che completa l’opera del modernista Concilio Vaticano II). Mi fermo qui.

    Domanda: ma poi, l’Italia è forse indipendente dal punto di vista energetico? A me pare di no… O forse, l’Italia ha una poderosa Forza Armata in grado di resistere ai numerosi tentativi di destabilizzazione che verrebbero immediatamente messi in opera dai suoi nemici (peggio che negli “anni di piombo”)? E chi mai sarebbero i nostri eventuali alleati all’estero: l’Austria? La Polonia? L’Ungheria? Forse la Svizzera… E come si farebbe con i nemici interni dell’Italia, piuttosto numerosi? Abbiamo la stampa, le emittenti televisive e radiofoniche in grado di influenzare l’opinione pubblica in base alla Visione del Mondo sovranista?

    Dico: niente è impossibile. Però, io credo che formare una classe dirigente che sia in grado di accollarsi questo onerosissimo e difficilissimo compito, richieda anni e anni di solida preparazione.

  2. I globalisti sono troppo potenti e ci porteranno alla distruzione totale del genere umano. Mettiamoci il cuore in pace. Finirà così ed i miracoli non esistono.

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