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Roma, 23 apr – Dopo mesi di rottura annunciata, arriva il divorzio tra M5S e Rousseau. L’associazione guidata da Davide Casaleggio rompe con i grillini: “Scelta dolorosa ma inevitabile. Troppi debiti, cambiamo strada: faremo un web laico aperto a tutti i cittadini”. E i dipendenti finiscono in cassa integrazione. Il giorno dopo la scadenza dell’ultimatum imposta da Rousseau per il pagamento di 450mila euro di debiti accumulati dal M5S, tra il Movimento e Casaleggio è dunque rottura definitiva. I grillini dovranno trovare un’altra piattaforma per le loro votazioni online.

Rousseau rompe con il M5S: “Oggi siamo a terra, ma ci rialzeremo”

L’associazione, in un comunicato pubblicato sul Blog delle Stelle dal titolo “Oggi siamo a terra, ma ci rialzeremo”, spiega le ragioni del divorzio (che, si sa, è sempre per motivi di soldi). “Per otto lunghi mesi abbiamo richiesto più volte di condividere un progetto comune con responsabilità e perimetri ben definiti dei ruoli reciproci e abbiamo proposto concretamente un accordo di partnership per rafforzare e chiarire il legame tra Rousseau e il Movimento”. Intesa che non è stata raggiunta. Anche perché le casse dell’associazione sarebbero vuote, dopo l’appello inevaso ai morosi M5S di rispettare i patti sui contributi da versare.

L’associazione mette i dipendenti in cassa integrazione

Dietro la rottura più che annunciata soprattutto “la decisione di chi ritiene di essere il gruppo dirigente del Movimento di impartire ai portavoce un invito diretto a violare espressamente lo Statuto stesso del Movimento, omettendo di versare, già dal mese di aprile, il contributo stabilito per i servizi erogati, questa mattina abbiamo dovuto comunicare a tutto il personale di Rousseau che siamo costretti ad avviare le procedure per la cassa integrazione“. Sempre nel post si legge che alla luce di quanto deciso dai leader a 5 Stelle, “oggi non è più possibile sostenere le spese necessarie per il personale che lavora quotidianamente ai 19 servizi di cui il Movimento 5 Stelle usufruisce”.

“Manterremo piattaforma attiva ma con pesanti ridimensionamenti”

“Nonostante tutto – prosegue la nota – , noi seguiteremo – nel limite del possibile e per rispetto verso tutte le persone che credono nel progetto – a fare la nostra parte onorando i nostri impegni, come sempre. A tal fine, manterremo la piattaforma attiva applicando ovviamente pesanti ridimensionamenti. Da parte nostra, proseguiremo nell’onorare i patti fino a che non siano consensualmente modificati da soggetti legittimati a farlo, nel rispetto delle regole che la comunità del Movimento ha deciso di darsi”.

Rousseau rivendica di essere “nato molto prima del Movimento”

Rousseau infine rivendica di essere “nato molto prima del Movimento stesso“: “Non aveva ancora il nome di Rousseau, ma era ed è stato, negli anni il metodo che ha guidato tutto il percorso di nascita, crescita ed evoluzione del Movimento 5 stelle”. “‘Rousseau è nato molto prima del Movimento 5 Stelle’. Vero. Rousseau è nato il 28 giugno 1712. Il M5S il 4 ottobre 2009. Fine“. Così su Twitter Sergio Battelli, presidente della Commissione Politiche Ue della Camera, ironizza sul primato rivendicato dall’associazione.

Ma la sostanza oggi non cambia: le due strade (anche dopo lo strappo sul sostegno M5S al governo Draghi) si dividono. Un duro colpo per la democrazia online (sì, siamo ironici).

Adolfo Spezzaferro

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