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Milano, troppi debiti al bar e coi ristoranti, giudice costretto a dimettersi: “Mi pento”

by Ilaria Paoletti
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Giudice Milano

Milano, 23 apr – Il giudice è Piero Gamacchio, 68 anni, uno dei più stimati del tribunale di Milano e ha deciso di mettersi in aspettativa e anticipare la pensione per via dei debiti lasciati in giro tra bar, ristoranti e boutique della città.

Milano, giudice “spendaccione” travolto dalle polemiche

Lo scandalo del giudice “spendaccione” di Milano è stato fatto scoppiareI dal giornalista Gianluigi Nuzzi, che sui social aveva raccolto le denuncie dei creditori di Gamacchio. Alla fine, giovedì, sulla scia delle polemiche, lo stesso giudice ha deciso di venire allo scoperto (ed è sempre Nuzzi a renderlo noto sui social): “Il giudice dei conti non pagati fa un clamoroso passo indietro. Svolta nel caso del giudice milanese Piero Gamacchio, dopo che avevo scoperto come non pagasse i conti di lussuosi ristoranti e boutique né onorava un debito da 40mila euro con un penalista milanese”.

“Comportamenti di cui mi pento”

Il giudice di Milano confessa: “Quanto letto sui social e taluni media in questi ultimi giorni corrisponde ahimè alla verità. Salvo che da parte mia pensavo sempre al successivo adempimento, come in parte ho fatto. Ci tengo però a sottolineare il fatto che mai, in alcun modo mai, questi fatti possano aver influito nelle mia attività di giudice, attività che ho sempre svolto con libertà ed indipendenza”. Gamacchio continua: “Il contenuto delle sentenze da me redatte è lì a dimostrarlo. Proprio però considerando la necessaria serenità che deve presiedere all’esercizio della funzione giudiziaria, questi fatti mi impongono di chiedere da subito di essere messo in aspettativa. Si è trattato  di comportamenti di grave leggerezza di cui mi pento profondamente e ai quali porrò al più presto rimedio”. Il giudice di Milano, nel corso della sua carriera a Palazzo di giustizia, si è occupato di processi storici, come quelli che hanno coinvolto Craxi e Maroni e quelli su Finmeccanica e Montepaschi.

Ilaria Paoletti

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