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Roma, 26 nov – C’era una volta la regione rossa per antonomasia. Quell’Emilia-Romagna in cui non si muoveva foglia che coop (e quindi Pci, poi Ds, fino al Pd) non volesse, distribuendo denari e incarichi, ma anche posti di lavoro e quindi voti. Un affresco che, pur parlando del passato, riesce ancora a fotografare la realtà.

Le “pagelle” di metà campagna

Stando agli ultimi sondaggi, infatti, l’Emilia-Romagna è la regione che meno sembra sentire l’effetto valanga che ha portato Salvini a percentuali che la Lega mai aveva visto in passato. E così, se il Pd a livello nazionale è relegato ben al di sotto del 20%, il suo candidato a Bologna se la gioca invece alla pari con l’avversario, quella Lucia Borgonzoni che ancora non sembra scaldare del tutto il cuore dei residenti nei dintorni della via Emilia.

Merito forse di quel che resta della macchina da guerra della sinistra, ancora ben radicata sul territorio nonostante le crisi (di militanti ed economiche) delle sezioni, merito forse della forte presenza scenica del governatore uscente, che ha impostato la propria campagna distanziandosi dal suo partito e prendendo a prestito il meglio della comunicazione salviniana. Malino invece, almeno fin qui – ma le elezioni si decidono sempre nei giorni prima dell’apertura dei seggi – la Borgonzoni, in apparenza troppo presa a parlare del suo sfidante e poco dei problemi dell’Emilia-Romagna. A poco vale la giustificazione che la legge elettorale regionale premia la figura del candidato più che le liste a sostegno.

In Emilia-Romagna è testa a testa

In tutto ciò, a regnare è soprattutto l’incertezza. Se i sondaggi, specie negli ultimi anni, più volte si sono dimostrati inaffidabili, a questo giro sono essi stessi in difficoltà nel fotografare una situazione che sembra di apparente equilibrio. L’ultima rilevazione disponibile, quella condotta da Dempolis, ci parla di uno Stefano Bonaccini in leggero vantaggio con due punti di margine sulla sfidante: 43/49% contro 41/47% le forchette individuate. Altri istituti danno l’esponente Pd più in avanti mentre altri ancora evidenziano come, pur con l’attuale governatore sempre in prima posizione – elemento non da poco visto il “premio” in termini di seggi assegnato al vincitore – gli elettori dell’Emilia-Romagna sarebbero però orientati a votare in maggioranza liste di centrodestra.

A pesare, ad oggi, sono soprattutto gli indecisi: il 25% del campione. Rilevante anche il M5S, il cui candidato Stefano Benini è fuori dalla partita ma con il suo 7/8% potrebbe essere determinante – in termini di flusso di voti dalle altre formazioni – per tirare la volata a uno dei candidati.

Nicola Mattei

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4 Commenti

  1. L’ Emilia-Romagna è sempre stata contraddittoria, non ne farei un dramma… E’ sulla salute individuale e pubblica che bisognerebbe far valere le proprie ragioni maggiormente…

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