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Grosseto, 26 dic – Sarebbe un sudamericano l’uomo fermato ieri mercoledì 25 dicembre e sospettato di essere il responsabile della sparatoria di venerdì scorso a Grosseto: le forze dell’ordine lo hanno intercettato a ridosso del confine con la Francia, in provincia di Imperia, in fuga dopo aver commesso l’omicidio di un colombiano di 40 anni (morto dopo il trasporto all’ospedale di Siena) e il ferimento di un senegalese (colpito alla spalla e al torace, versa ancora in gravi condizioni). L’intento del presunto assassino era quello di varcare il confine con la Francia e una volta lì, far perdere le proprie tracce.

La ricostruzione

Dalle prime ricostruzioni, si tratterebbe di un regolamento di conti legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, condotte dalla questura di Grosseto, sono ancora in corso. In un primo momento gli agenti accorsi sul luogo della tragedia avevano pensato ad un incidente stradale: una vettura era entrata ad alta velocità in un parcheggio di via della Pace, andando a sfracellarsi contro un’altra auto in sosta. Allertati da alcuni testimoni, sul posto erano giunti prontamente i vigili del fuoco e il personale medico-sanitario del 118, che avevano subito notato una ferita da arma da fuoco alla testa del conducente. L’uomo era stato traferito con urgenza all’ospedale di Siena.

La sparatoria

Gli investigatori avevano inoltre notato la presenza di diverse banconote da 20 euro, forse proventi delle attività di spaccio: ha preso quindi sempre più piede l’ipotesi del regolamento di conti. Il colombiano e il senegalese verso le ore 21.00 si sarebbero incontrati presso l’abitazione del sudamericano. Scesi dall’auto i due avrebbero suonato alla porta di casa per poi risalire. Il sudamericano sarebbe uscito di casa per avvicinarsi alla macchina e sparare ai due, colpendo il senegalese alla spalla e al torace e il colombiano alla testa. Quest’ultimo, che si trovava alla guida del veicolo, avrebbe tentato di fuggire, ma la sua corsa è culminata accidentalmente nel parcheggio, andandosi a schiantare contro la vettura in sosta.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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