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Roma, 15 set – Mario Draghi vuole l’obbligo del green pass anche per i lavoratori del privato: nonostante le tensioni con la Lega domani il decreto sarà in Cdm. Il premier a Bologna cita Andreatta e dice: ‘”Le cose vanno fatte perché si devono fare, non per avere un risultato immediato’ anche quando sono impopolari“, sottolinea Draghi. Dal canto suo, Matteo Salvini si dice d’accordo con il governatore veneto Luca Zaia per un “uso limitato” della certificazione verde.



Draghi vuole l’obbligo di green pass anche per i lavoratori del privato

Draghi dunque adotta la linea dura del ministro della Salute Roberto Speranza, sostenuta da quasi tutta la maggioranza di governo: obbligo di green pass per 18 milioni di lavoratori, pubblici e privati. Quello che in tanti definiscono “super green pass” è in realtà la stretta finale dell’esecutivo per costringere a vaccinarsi chi non lo ha ancora fatto. Non a caso, nonostante le richieste della Lega, i tamponi restano a pagamento. L’obbligo di certificazione per tutti i lavoratori dovrebbe entrare in vigore il 10 ottobre per i dipendenti pubblici e il 15 per quelli del settore privato. Previste le stesse sanzioni già in vigore nel mondo della scuola per quanto riguarda la pubblica amministrazione: da 400 a 1.000 euro di multa e sospensione dal lavoro e dallo stipendio dopo cinque giorni di assenza ingiustificata.

Lega contraria, preferisce “uso limitato” della certificazione verde

L’intenzione del governo di estendere l’obbligo di green pass a tutti i lavoratori vede contraria la Lega. “La Regione Lombardia ormai ha vaccinato più dell’80% dei suoi cittadini, volontariamente e spontaneamente. Quindi non servono obblighi o costrizioni, ci hanno detto che l’immunità si sarebbe raggiunta con il 70% o l’80% delle vaccinazioni, quindi ci siamo. Ringraziamo chi si è vaccinato, io tra loro, ma non possiamo rovinare la vita di chi ha fatto un’altra scelta.” Così il leader della Lega ribadisce l’inutilità del green passo obbligatorio per chiunque lavori. “Ho appena sentito Zaia, che ribadisce che va usato in maniera limitata. Noi siamo contro l’obbligo vaccinale, siamo per la spiegazione e l’educazione. Sono perfettamente d’accordo con quanto dichiarato da Zaia”. Nessun riferimento invece al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, che ieri ha anticipato l’intenzione del governo di estendere l’obbligo a tutti i lavoratori.

Resta il nodo del costo dei tamponi per chi non vuole vaccinarsi

Restano inoltre nodi importanti da sciogliere. A partire dal costo dei tamponi per i lavoratori che non vogliono vaccinarsi. Per i sindacati tali costi non devono ricadere sui lavoratori. Ma anche Confindustria dice no: “Il costo non può essere a carico delle imprese, altrimenti si scoraggia la vaccinazione”. Gli industriali dunque sono allineati al governo: i lavoratori si devono vaccinare. In tal senso è escluso che lo Stato garantisca la gratuità dei tamponi. Nella scuola per esempio tale gratuità è stata garantita solo ai lavoratori fragili. Le prossime ore dunque saranno decisive. Appuntamento a domani: prima il vertice con i capidelegazione della maggioranza e, dopo un’ultima interlocuzione tra governo e Regioni, il Consiglio dei ministri. Se per allora non si sarà trovata la quadra per il settore privato, si partirà comunque con il green pass per oltre 3 milioni di dipendenti pubblici.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. Già il fatto di citare Andreatta… Ma chi sa più cosa era andreatta? Comunque ha ragione, c’è una cosa impopolare che va fatta: la so**ressione fis**a di chi ci comanda. È l’unico modo per il popolo di riavere i propri diritti quando al potere ci sono mezzi ducetti.
    E prima che si cominci a starnazzare di fascisti cattivi, che si ricordino che i loro adorati partigiani non hanno fatto manifestazioni non-violente e processi equi per liberasi dalla dittatura.

  2. governo ombra esecutivo di poteri transaznionali , direi del “S.i.m.” , lapalissiano a conti fatti!
    Opposizione nulla , collabiorazionista con il regime sanitario tecnologico di Petagne

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