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Roma, 15 set – Chiusure, restrizioni, paura diffusa. Il 2020 è senz’altro l’annus horribilis per eccellenza, non solo per l’Italia. E come prevedibile uno dei settori più danneggiati è stato quello del turismo. Un crollo senza precedenti con una perdita di quasi 64 miliardi rispetto al 2020 e ben 31 miliardi di valore aggiunto tornato ai livelli ante 2010. Il turismo interno nella stagione estiva non è bastato insomma a compensare la perdita dei flussi di turisti stranieri: -207 milioni di presenze. Per comprendere cosa ha portato a questa drastica caduta basti osservare i dati – pubblicati dall’Istat nel report “Conto satellite del turismo per l’Italia”, relativo appunto al 2020 – sui pernottamenti nelle strutture ricettive. In Italia nel 2020 sono diminuiti del 54,6% quelli dei turisti stranieri, del 32,2% quelli degli italiani.



Turismo, un crollo senza precedenti

E’ importante però comprendere che i numeri non servono al mero gioco statistico, ma a fotografare un dramma economico che si traduce anche in perdita di lavoro per migliaia di cittadini. Con i viaggi internazionali crollati, tour operator e agenzie di viaggio con servizi collaterali (-55%) hanno subito una mazzata da cui per ovvi motivi ancora non si sono ripresi. Pessima la situazione anche per la ristorazione: -52,7%. Male, anche se meno devastante, il comparto alberghiero: -18%. “La diminuzione più contenuta del settore ricettivo (-18%) – si legge nel report Istat – è il risultato di una caduta del settore alberghiero controbilanciata dalla tenuta della componente derivante dall’uso in proprio delle seconde case”.

Gli inconsistenti “sostegni” del governo 

“Le anticipazioni diffuse oggi da Istat sul Conto Satellite del Turismo 2020 riportano alla luce la drammaticità della crisi che il settore ha vissuto in questi mesi, confermando le analisi che avevamo condotto e la debolezza degli interventi di sostegno rispetto ad un quadro così difficile”, fa notare Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi. I dati attestano insomma l’inconsistenza dei sussidi governativi. Stando a quanto rilevato da Confidustria Alberghi anche i primi 6 mesi del 2021 hanno evidenziato la forte difficoltà del settore turistico, con primi segnali di ripresa soltanto nei mesi di luglio e agosto.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. Già eravamo sulla strada del turismo di quantità ma povero, figuriamoci con l’ incompetenza continua e conclamata cosa ci aspetta… Ma noi si pensa al digitale ed agli influencer binari, a posto siamo!

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