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Green Pass, certificato verde, passaporto vaccinale: tanti nomi per indicare lo stesso documento digitale che dimostra di essere stati vaccinati contro il COVID-19. La sua introduzione nei Paesi dell’Unione Europea non è stata accolta del tutto positivamente, anzi sono sorte diverse critiche sulla privacy, sull’inclusività e sulla libertà di scelta. Libertà, perché le persone attualmente hanno solo due scelte: vaccinarsi, sottoporsi a tamponi frequenti, o limitare l’intrattenimento alla propria abitazione.



Fortunatamente esistono portali come 888 Casino, che con centinaia di giochi permettono di passare il tempo divertendosi. Molte persone, però, sentono il bisogno di uscire di casa e andare al ristorante, al museo o al cinema. Pur non essendo attività fondamentali, è giusto che questi locali siano disponibili per cittadini e turisti. Da qui nasce la prima controversia: il vaccino non è obbligatorio, il Green Pass nemmeno, ma per vivere “normalmente” non c’è alternativa. Le altre problematiche riguardano principalmente la privacy e l’inclusività.

Privacy e inclusività, penalizzati i “dimenticati” dalla società

Mentre la maggior parte delle persone si schiera a favore o contro la vaccinazione e il Green Pass, alcuni membri della società vengono lasciati indietro. C’è chi non è in possesso del permesso di soggiorno, chi è senza dimora, chi ha la tessera sanitaria scaduta e non ha i requisiti per rinnovarla. Pensando a queste persone ci si rende conto che scegliere di non vaccinarsi è un privilegio. Non è un caso che molte delle persone escluse siano straniere, migranti o immigrate, povere o irregolari. La lentezza della burocrazia italiana non aiuta ed è il caso di chiedersi se la salute di questi individui per qualcuno valga meno di quella di un italiano. Poco cambia che il Green Pass si possa ottenere, per quanto temporaneamente, anche con un tampone dall’esito negativo: i test sono generalmente a pagamento e questo va a escludere proprio quella fascia della popolazione che ne avrebbe bisogno in forma gratuita. Sulla stessa barca ci sono anche le persone transessuali che, per un motivo o per l’altro, nella quotidianità utilizzano un nome diverso da quello scritto sul documento d’identità. Queste si trovano improvvisamente obbligate a fornire spiegazioni a conoscenti e estranei.

Quali sono le limitazioni per chi è senza Green Pass

Come anticipato, chi è senza Green Pass deve ricorrere all’intrattenimento indoor. Alcuni si sono dati all’home gym, un trend iniziato durante i periodi di lockdown, altri hanno preferito dedicarsi ai videogiochi, altri ancora hanno riscoperto il piacere del gambling. Il gioco d’azzardo su piattaforme come Zet Casino aveva già segnato numeri incredibili negli ultimi due anni e sembra non avere intenzione di rallentare. Evidentemente, le persone si sono abituate a stare in casa. Questo non significa però che le restrizioni per chi non ha il certificato verde siano indifferenti. Ecco quali sono i luoghi pubblici off-limits.

Sale al chiuso nei bar e nei ristoranti

Negli spazi al chiuso di ristoranti e simili, chi vuole stare seduto al tavolo deve avere il Green Pass. Non serve però se si consuma all’aperto o in piedi presso il bancone.

Cinema e teatri

Dal 6 agosto per guardare spettacoli al cinema o al teatro, al chiuso o all’aperto che siano, è richiesto il certificato verde.

Sport

Partite e spettacoli sportivi seguono la stessa regola: il Green Pass CA esibito, assieme a un documento di identità, sia per gli impianti esterni che per quelli al chiuso. La situazione cambia per chi invece pratica lo sport in prima persona: all’aperto il certificato non è necessario, all’interno sì.

Luoghi di svago pubblici

Oltre a quelli menzionati, dal 6 agosto rientrano nelle restrizioni anche altri luoghi di stampo ricreativo, come musei, mostre, sagre, fiere, convegni, centri benessere, parchi di divertimento, sale gioco e casinò.

Il “privilegio” del Green Pass

In conclusione, il passaporto vaccinale sembra diventare sempre più importante per trascorrere una vita quanto più possibile “normale”. I luoghi pubblici ristretti alle persone vaccinate aumentano e, per quanto ora non ci sia l’obbligo del Green Pass nelle scuole e nei luoghi di lavoro, non è detto che le cose non possano cambiare nei prossimi mesi. A prescindere da ciò, bisogna essere consapevoli del fatto che non tutte le persone che non lo ottengono sono “no vax”.

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