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Roma, 10 set – Nuove restrizioni e multe (anche per i genitori) con l’estensione del green pass a scuola e nelle Rsa. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che amplia l’obbligo della certificazione verde, con nuove regole da rispettare. Il governo intende procedere per gradi e per adesso sono “salvi” i dipendenti pubblici, anche grazie alla Lega che si è impuntata. Ma a quanto pare l’obbligo per i lavoratori statali sarà la prossima mossa dell’esecutivo Draghi.



Green pass, nuove restrizioni e multe per la scuola (pure per i genitori)

Con il decreto approvato ieri in Cdm, vediamo quale è il quadro, tenendo conto delle restrizioni che sono già in vigore. Sul fronte della scuola, fino al 31 dicembre 2021, oltre al personale scolastico per cui era già stato imposto, obbligo del green pass per “chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative”. Nel decreto è specificato che sono esentati “i bambini, gli alunni, gli studenti e i frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori”. Dunque, oltre ai dipendenti delle ditte esterne (pulizie, mense, manutenzione) devono avere la certificazione verde anche i genitori – o chi è stato delegato – che entrano negli istituti per accompagnare o riprendere i figli, o per partecipare alle riunioni e ai colloqui con i docenti.

Estensione anche all’università

Oltre agli studenti, ai docenti e al personale amministrativo, per cui era già stato previsto, la regola per le scuole vale anche per le università. Dunque obbligo di green pass per “chiunque accede alle strutture appartenenti alle istituzioni universitarie e dell’alta formazione artistica musicale e coreutica, nonché alle altre istituzioni di alta formazione collegate alle università”.

I controlli e le multe (salate)

Il controllo del green pass è affidato ai dirigenti scolastici. Ma il decreto prevede che “nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro”. Previste multe salate per i trasgressori. I lavoratori esterni e i genitori che non hanno il green pass rischiano la multa da 400 a 1.000 euro. Per il personale, invece, essere sprovvisti di green pass è considerato invece “assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro viene sospeso, e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso”.

Obbligo vaccinale nelle Rsa

Dal 10 ottobre scatta “l’obbligo vaccinale anche per tutti i soggetti esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nelle strutture Rsa”. Non solo per medici e infermieri dunque. Ma per chiunque lavori nelle residenze sanitarie assistenziali. I responsabili delle Rsa e “i datori di lavoro dei soggetti che a qualunque titolo svolgono attività lavorativa sulla base di contratti esterni assicurano il rispetto dell’obbligo”. Chi non è in regola subisce il medesimo trattamento previsto per le strutture sanitarie. “Si applicano le sanzioni e la sospensione della prestazione lavorativa, comporta che non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento e mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021″.

Certificazione verde, l’elenco aggiornato delle attività per cui è obbligatoria

Come è noto, infine, l’obbligo del green pass resta in vigore per la quasi totalità delle attività nei luoghi chiusi e all’aperto. Nel dettaglio, è obbligatorio per i servizi di ristorazione al tavolo al chiuso. Per gli spettacoli aperti al pubblico, gli eventi e le competizioni sportive. Ma anche per i musei, altri istituti e luoghi della cultura e le mostre. E per chi pratica sport: obbligo in piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra. Ma pure per i centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso. Obbligo di certificazione verde anche per sagre e fiere, convegni e congressi. Per i centri termali, i parchi tematici e i parchi di divertimento.

Stesso dicasi per i centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione. Green pass anche per chi frequenta sale da gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Infine, obbligo di certificazione verde per concorsi pubblici e mense aziendali. Nonché per i ristoranti degli alberghi se si tratta di clienti esterni.

Le regole per i trasporti

Sul fronte dei trasporti, dal 1° settembre il green pass è obbligatorio su treni ad altà velocità, Intercity o Intercity notte. L’addetto alle Ferrovie verifica il possesso del certificato. Obblio anche per navi e traghetti interregionali. Fanno eccezione i collegamenti marittimi dello Stretto di Messina che, pur essendo tra due regioni diverse, seguono le regole previste per il trasporto pubblico locale. Certificazione verde obbligatoria per i voli nazionali e internazionali. Nonché per gli autobus che collegano più di due regioni e che effettuano tratte turistiche più lunghe e su quelli per servizi di noleggio con conducente. Il green pass non è richiesto per il trasporto pubblico urbano, anche perché – come ha chiarito il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini, il quale però ha sguinzagliato i controllori sui bus – è impossibile fare i controlli.

Adolfo Spezzaferro

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