Roma, 30 set – Con il clima di sconforto e autoflagellazione che ha attanagliato il Partito Democratico dopo l’insuccesso elettorale, non poteva mancare l’analisi dell’irreprensibile Mattia Santori, volto noto delle Sardine e consigliere comunale a Bologna. Ma anche a sinistra qualcuno si è decisamente stufato delle sue ramanzine.

«Alla fine ha vinto di nuovo l’apparato», il commento di Santori sulle elezioni

«Caro Pd, sei acciaccato, solo, senza energie», non un inizio incoraggiante per il commento post-elettorale di Santori, una sorta di lettera aperta indirizzata al Pd e spedita nell’etere dei social. Santori passa poi a commentare la mancanza di leadership, con 11 segretari in 15 anni e la strana parabola renziana: «L’unico che ti ha portato alla vittoria oggi ti rinnega (e viceversa)». La sconfitta del Pd è la sconfitta di un partito incapace di rinnovarsi: «Alla fine ha vinto di nuovo l’apparato, ha prevalso l’equilibrismo». Simbolo di ciò è la rielezione del «democristiano» Casini e l’esclusione del Parlamento di Valentina Cuppi, rimasta «a presidiare il focolare dell’antifascismo». Chissà se la diretta interessata abbia apprezzato questa riduzione patriarcale ad “angelo del focolare”, seppur antifascista.

«Per tua fortuna c’è ancora gente sull’uscio di casa», critica o autopromozione?

Santori prosegue paragonando il Pd ad una casa: «La tua casa è in tumulto. C’è scontento, malumore, rancori. Molti ti chiedono dove pensi di andare, qual è il tuo ruolo. La crisi di identità questa volta è pesante». Mai come ora serve «aprire porte e finestre per fare entrare nuova aria, nuove idee e, soprattutto, nuove persone». Dopo la solita pars destruens contro un Pd non abbastanza di sinistra, ecco che arriva la pars costruens che suona per lo più come una autopromozione di sé e delle Sardine: «Per tua fortuna c’è ancora gente sull’uscio di casa». Guarda caso, sono dei giovani «che si sono portati le tende», un po’ come le Sardine quando “occuparono” il Nazareno. Insomma, la scelta sarebbe tra «l’ennesimo segretario “telefonato”, destinato a imbrigliarsi tra gruppi parlamentari che remano contro e territori che si mantengono fedeli ai signori delle tessere» e il rinnovamento portato dalle Sardine. Anche se poi non si capisce bene quale sia la differenza.

«Ci sputa addosso, ora basta», la reazione dei dem

Il pistolotto di Santori suona come vuoto e retorico (ma in fondo potevamo aspettarci qualcosa di diverso?). Un atto di accusa al “vecchio” Pd seguito da una autopromozione idilliaca: «Nessuno sarà rottamato, ma tutti saremo rigenerati. Torneremo a fare festa, insieme». Un atteggiamento che ha finito per stancare anche il resto del Pd, con il vicesegratario bolognese Matteo Meogrossi che è sbottato: «Ci sputa addosso, ora basta».

Michele Iozzino

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