Roma, 30 set – “Voglio che mi sentano a Kiev, che mi sentano in Occidente: le persone che vivono nel Lugansk, nel Donetsk, a Kherson e Zaporizhzhia diventano nostri cittadini per sempre. Il popolo ha scelto e la scelta del popolo è definitiva“. Sono le parole con cui Vladimir Putin ha aperto la cerimonia di firma dei trattati di annessione delle quattro regioni ucraine, nella Sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremino. Il presidente russo, nel suo discorso davanti a parlamentari ed esponenti del governo, ha poi detto che l’annessione in questione rappresenta “la volontà di milioni di persone” che hanno esercitato “un diritto integrale”. Dunque a suo avviso si tratta di “una scelta delle persone che (in quelle regioni, ndr) ci abitano”, in nome di “un legame spirituale che ci siamo trasmessi di generazione in generazione”. Lì “è rimasto un amore per la Russia, un sentimento che nessuno può mettere in discussione”. Difatti, ha aggiunto Putin, “hanno votato in favore dei referendum, del nostro futuro comune, gli anziani ma anche coloro che sono nati dopo il crollo dell’Urss”.

Il discorso di Putin

“Oramai l’Unione sovietica non esiste più, e al passato non si torna e non serve alla Russia. Non è a questo a cui aspiriamo”, ha detto Putin. “Nel 1991 si è deciso di far crollare l’Urss senza chiedere l’opinione del popolo, questo ha creato ferite nella nostra società e portato il Paese al limite della catastrofe nazionale”, ha aggiunto. Lanciando al riguardo una frecciata a Mikhail Gorbaciov: “Quando l’ultimo leader dell’Unione Sovietica ha deciso di distruggere il nostro grande Paese, ha messo il popolo di fronte al fatto compiuto, anche se bisogna ammettere che non capivano allora cosa stavano facendo e le conseguenze”.

Putin: “Ora pronti a negoziare, ma l’Ucraina…”

Nel suo discorso, Putin ha lanciato l’ennesimo j’accuse all’Occidente, che a suo avviso cerca nuove opportunità per colpirci: hanno sempre sognato di distruggere il nostro stato e ridurlo ad una serie di piccoli paesi che lottano uno contro l’altro. Non vogliono vederci come una società libera, vogliono vederci come un esercito di schiavi. Loro non hanno bisogno della Russia”, tuttavia “noi abbiamo bisogno della Russia”. A questo punto, con l’avvenuta adesione delle quattro regioni, Putin si dice pronto a negoziare con l’Ucraina.

“Kiev rispetti la volontà popolare, noi difenderemo le nuove terre con tutte le nostre forze, faremo qualsiasi cosa per garantire la sicurezza del popolo”, ha detto il presidente russo. “Kiev cessi il fuoco e torni al tavolo del negoziato, noi siamo pronti: lo abbiamo detto e ripetuto”. Con tutta evidenza, è però del tutto improbabile che l’Ucraina accetti la proposta di Putin.

 

 

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

Commenta