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slot machineRoma, 8 nov – Virginia Raggi dichiara guerra al gioco d’azzardo, ma solo nel centro storico di Roma. In periferia si potrà continuare a buttare i soldi nelle “macchinette” come al solito. L’annuncio lo ha dato direttamente Beppe Grillo sul suo blog, informando che la scorsa settimana è stata depositata una delibera del consiglio comunale sul regolamento delle slot machine nella capitale. “Roma dichiara guerra al gioco d’azzardo. Basta all’effetto Las Vegas. Basta alla giungla di slot machine nella città”, ha dichiarato trionfante la Raggi. Se dunque per il centro scatterà il divieto, per il resto della città verranno introdotti dei limiti di distanza (500 metri) dai cosiddetti luoghi “sensibili“, come scuole, chiese, caserme e bancomat. Anche l’orario dovrebbe subire delle restrizioni, visto che sarà possibile giocare solo dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 dei giorni feriali, mentre nei festivi non sarà permesso.

 Nella capitale ci sono 294 sale e circa 50 mila slot machine, praticamente il 12 per cento di tutte quelle presenti in Italia. La Raggi rivendica il risultato: “Si vieta l’uso delle slot machine nei perimetri del centro e nelle aree pedonali o comunque interdette alla circolazione dei veicoli. Una grande azione a tutela dei cittadini che cerca di trovare una soluzione al gioco d’azzardo, fenomeno che in Italia ha assunto connotati assolutamente preoccupanti contro il quale il Movimento Cinque Stelle si sta battendo con forza anche a livello regionale e nazionale. Un fenomeno ormai profondamente radicato nel tessuto socio-economico del nostro Paese e ancor di più nella nostra città se si considera che i costi sociali e sanitari legati al gioco d’azzardo patologico pesano sulla collettività per una cifra compresa tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro annui”.

 L’entusiasmo della “sindaca” però non è condiviso dal Codacons, che contesta proprio la scelta di escludere le periferie dal divieto: “Non serve a niente, il vero problema sono le periferie. E’ una misura sbagliata e discriminatoria che non servirà a combattere la piaga del gioco d’azzardo nella capitale”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “In periferia si registra una concentrazione abnorme di sale slot, con il record su via Tiburtina che in pochi km fa registrare addirittura 23 locali adibiti al gioco d’azzardo, spesso ubicati vicino scuole, parrocchie e centri sportivi. Porre limiti solo in centro equivale a creare discriminazioni, perché si tutela la salute dei cittadini ricchi che abitano in zone centrali, abbandonando quelli che risiedono in periferia”.

Davide Romano

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