Roma, 24 set – Uno dei mantra di questa campagna elettorale sono state le preoccupazioni non richieste della stampa internazionale su un possibile governo Meloni. Interferenze più o meno abusive che, se non proprio in malafede, sono spesso sembrate superficiali. Questa volta è caso dell’Economist che ha pubblicato un articolo sul possibile pericolo per l’Europa rappresentato da Fratelli d’Italia.

L’analisi dell’Economist sul voto italiano

Dopo l’ineffabile delirio del settimanale tedesco Stern, il quale aveva messo in copertina proprio Giorgia Meloni, arrivando a definirla «La donna più pericolosa d’Europa», è il turno dell’Economist. Va detto che la storica testata liberal britannica è decisamente più sobria rispetto alla sua controparte tedesca. A corredare l’articolo è infatti una foto della leader di Fratelli d’Italia su sfondo tricolore e la domanda: «L’Europa deve preoccuparsi?». Domanda alla quale in parte risponde già il sottotitolo: «Giorgia Meloni e la minaccia della destra italiana».

Secondo l’Economist, alle prossime elezioni «gli italiani eleggeranno il governo più a destra nella storia del dopoguerra del loro Paese», ovviamente «a meno che i sondaggi si siano clamorosamente sbagliati». Di fronte a una prospettiva del genere «i liberal tremano». Il giornale inglese rimprovera Fratelli d’Italia di avere «le sue radici nel neofascismo». Anche il resto dei capi d’accusa sono piuttosto ideologici, con Giorgia Meloni che sarebbe colpevole di «martellare contro i migranti illegali e “l’ideologia woke”», di aver detto di fronte ai conservatori americani che «la nostra intera identità è sotto attacco», e di aver accusato «l’Unione Europea di essere complice della “sostituzione” etnica».

«Una poderosa svolta dell’equilibrio politico europeo verso l’estrema destra nazionalista»

Il successo di Giorgia Meloni cavalcherebbe l’onda «di una poderosa svolta dell’equilibrio politico europeo verso l’estrema destra nazionalista». Svolta rappresentata dal «successo della scorsa settimana dei Democratici Svedesi nel diventare il secondo partito del Paese» e dal 41% di voti che «Marine Le Pen ha ottenuto in Francia nella corsa contro Emmanuel Macron». Una ulteriore prova di ciò sarebbe la vicinanza con il leader «populista» Viktor Orban, che Meloni «difende e ammira». A calmare, però, le preoccupazioni dell’Economist è la posizione fermamente atlantista assunta da Fratelli d’Italia nei confronti della guerra in Ucraina. Così il giornale britannico finisce per derubricare il tutto ad una specie di voto di protesta, con gli elettori «esasperati dai fallimenti dei partiti di establishment» e pronti a «lanciarsi verso alternative non sperimentate e non collaudate»

Michele Iozzino

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