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Roma, 14 feb – Rocco Casalino è uno dei nomi che resterà negativamente impresso nella nostra memoria quando ricorderemo i drammatici momenti della pandemia. La sua figura, tanto per rendere idea del basso livello raggiunto dalla politica italiana, ha diviso la critica. Per molti emblema dell’antipolitica grillina, che con la propria ascesa ha comportato l’apice dell’incompetenza al potere. Per altri analisti ed osservatori, il portavoce di Palazzo Chigi ha invece donato un prezioso apporto comunicativo nel corso degli anni del proprio incarico.



Dal Grande Fratello agli strafalcioni istituzionali

Sin dal principio dell’emergenza pandemica, l’ex concorrente del Grande Fratello ha indossato le vesti di “spin doctor” del premier Giuseppe Conte. Tuttavia, ciò ha comportato un susseguirsi di strafalcioni istituzionali e mediatici. Mai si era visto nel panorama l’utilizzo esclusivo di social network per tenere conferenze stampa relative alle informazioni sulla pandemia. Inoltre, la scelta di voler far trapelare anticipatamente il contenuto di alcuni Dpcm ha prodotto esodi che hanno contribuito all’innalzamento della curva epidemiologica.

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La comunicazione governativa svolge un ruolo politico apparentemente di secondo piano. Difficilmente se ne coglie l’importanza e se ne comprendono le potenziali drammatiche conseguenze, specie quando essa viene esercitata da figure inette. Pertanto, le responsabilità di Casalino durante la pandemia non sono state considerate adeguatamente. Il popolo italiano è stato volutamente assediato dall’esercizio della paura, al fine di costringerlo al rispetto totale delle illiberali scelte governative.

Infatti, alcune chiusure e limitazioni personali sono notoriamente state decise per scongiurare qualsiasi clima distensivo tra i cittadini, piuttosto che per un reale rischio per la salute degli italiani. Ne sono pertanto risultato le attività sull’orlo del baratro, data anche la paura degli italiani a tornare a vivere una vita normale.

Con Draghi ci liberiamo di Casalino?

Tuttavia, nel corso delle ultime settimane di esercizio lavorativo, Casalino si è anche concesso la grottesca uscita di un testo autobiografico, intitolato “Il Portavoce”. Come avvenne già per il ministro Speranza il libro è stato frettolosamente ritirato, data la non proprio idilliaca scelta di tempo dell’uscita.

Casalino è anche regista dell’ultima conferenza stampa di Giuseppe Conte da presidente del Consiglio. Una sceneggiata tenutasi a Piazza Colonna su di un tavolino posizionato in strada, che ha scatenato ironia ed imbarazzo. Abbastanza per augurarsi, con il cambio della guardia a Palazzo Chigi, che la sua figura sia la prima a sparire dai radar. Sarebbe forse l’unica cosa positiva del venturo governo Draghi.

Tommaso Alessandro De Filippo

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