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Roma, 14 feb – Il complottismo, cioè, l’accusa di complottismo, è una forma subdola di censura. I sostenitori della lotta al complottismo, cioè i sostenitori della nuova censura, infatti, obiettano che la loro azione repressiva è guidata dal desiderio di fare del bene. Cioè dal desiderio di fermare coloro che diffondono, specialmente attraverso il web, delle notizie strampalate e difficili da provare. Le quali rischiano di alimentare agitazioni popolari e di suscitare odio nei confronti di certe categorie. Noi non vogliamo difendere il potere costituito, dicono. Vogliamo solo evitare che le falsità inquinino la mente della gente.



Il complottismo e la censura

Non è, questo, ciò che hanno fatto tutti i regimi? Solo un imbecille potrebbe pensare che i regimi dicano esplicitamente che la censura è fatta per mantenere il potere. I regimi dicono: per tutelare voi, cari cittadini selezioniamo, come fa un padre col figlio, le notizie adeguate, cioè quelle vere. Peccato che, vedi caso, fra queste notizie non ce n’è mai una contro il sistema costituito. La censura – e il male in generale – è sempre presentata come un bene. E’ questa l’essenza dell’ipocrisia.

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Nella loro campagna di censura i media mainstream indottrinano l’opinione pubblica soffermandosi su quelle teorie facenti parte della variegata famiglia del “complottismo” che, seppur, come ogni frutto del pensiero umano (che rispetti taluni specifici requisiti), perfettamente legittime, suonano un po’ bizzarre all’orecchio dell’uomo contemporaneo. È normale che il cittadino medio rimanga un po’ costernato quando, mangiando la sua cenetta, sente dire, da cronisti di grande qualità e di grande intelletto, si fa per dire, che ci sono teorie alternative che tirano in ballo i Templari o gli alieni. Così come è normale che sia disturbato dal sentir parlare di sette sataniche. Che diamine: fa paura sentire certe cose. Meglio non sentirle e dormire tranquilli.

Non si sta dicendo che tutte le teorie alternative proposte sono vere. La maggior parte, per loro stessa natura, cioè per il fatto che sono costruite sulla base di ipotesi più che di fatti noti (altrimenti, non sarebbero teorie alternative), sono false. Si sta dicendo che tali teorie sono tutte legittime, cioè che hanno diritto di esistere, di essere difese, di essere diffuse. Una teoria può sembrarci strampalata, ridicola, stupida, superficiale, addirittura può sembrarci folle. Non per questo è giusto che il governo, o chi per esso, la bandisca, ne vieti l’esistenza.

Il giudizio personale non è un metro affidabile

Giudizi intuitivi e sensazioni personali – o anche sensazioni collettive – non devono giustificare la repressione. Quante centinaia, migliaia di scienziati e grandi pensatori vennero tacciati di follia, di possessione demoniaca, di insanità mentale per aver esposto e difeso le loro teorie, teorie che si sono poi dimostrate cruciali per il progresso scientifico? Alla faccia del “complottismo”.

Si pensi al caso Galilei. Pensiamo a chi veniva deriso dalla comunità scientifica per aver ipotizzato l’esistenza dell’atomo in un momento nel quale l’atomo non era visibile con alcun strumento. Si pensi a Giordano Bruno, la cui teoria dei multiversi è parte fondamentale dell’astronomia, della filosofia, della matematica e, in generale, della scienza contemporanea. Si pensi alle migliaia di liberi pensatori che furono arsi sul rogo per aver portato sul tavolo questioni che sarebbero state riprese a distanza di secoli. E che dire di coloro che, quando ancora non era un fenomeno noto alla società statunitense, venivano derisi perché sostenevano l’esistenza della Mafia anche negli Usa?

Complottismo o libertà?

Chi deve giudicare le teorie alternative? La risposta è tanto semplice quanto fastidiosa, per alcuni: il lettore. Sono i lettori a stabilire se una teoria alternativa è fondata o no. Punto. Se vogliamo la libertà di stampa vera e la democrazia vera, allora dobbiamo accettare questo principio. “Complottismo” – vero o presunto – compreso.

Ovviamente, è possibile – negarlo vorrebbe dire essere contraddittori con quanto si ha appena detto – rifiutarlo e sostenere che la diffusione delle notizie debba passare attraverso il filtro della censura. Se però si rifiuta tale principio bisogna, al contempo, ammettere che si è nemici della vera democrazia e della vera libertà di stampa. Cioè che, seppur surrettiziamente, si vuole uno Stato autoritario. Stupisce che chi propone teorie alternative venga accusato, invece, proprio di questo: il complottista è automaticamente autoritarista, antidemocratico e chi più ne ha più ne metta. Pare, in realtà, che sia vero esattamente il contrario.

Edoardo Santelli

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4 Commenti

  1. Al giorno d’oggi più che mai, esiste la dittatura del pensiero unico. In Italia in particolare.
    Pensiamo solo all’argomento vaccini. Presunte obbligatorietà e patentini sanitari, et similia: ormai le trasmissioni televisive di centrodestra e di centrosinistra, sono quasi tutte allineate sulla stessa posizione.(se non tutte).
    Tutto questo nonostante il consiglio d’Europa abbia votato No, all’obbligatorietà per passaporti e alla discriminazione di chi non è vaccinato. Ma ovviamente questa notizia è stata messa nel dimenticatoio. Ne sentite parlare? io no.
    Se una persona dice semplicemente, senza essere un no vax, senza essere contrario o sconsigliarlo, si interroga su potenziali effetti a lungo termine, non conosciuti per ovvie ragioni, viene preso per complottista.
    Invece è scritto anche nel bugiardino di uno, ed è chiaro che la casa che lo ha prodotto ha scaricato qualsiasi responsabilità in tal senso. L’esistenza di uno scudo penale.. sono tutti argomenti che andrebbero almeno discussi.

    Non voglio aprire un dibattito su vaccini(pro o contro), ho fatto diversi vaccini nella mia vita, però mi sembra uno degli argomenti, sul quale, le accuse di complottismo a chi non solo la pensa diversamente, cade in automatico. Anche se presenta studi di “medici” che la pensano diversamente. Almeno nei media principali.

    Credo sia la nuova tecnica di censura. Ci sono i comici poi, “pagati” per amplificare questa descrizione.

    Attenzione: è giusto diffidare da chi porta argomentazioni che non hanno fonti attedibili.. Non dico di credere a chiunque. Il problema è che spesso viene chiamato “complottista”, chi dice cose “scomode” alle tesi, che vengono date per scontate, da un certo pensiero unico. Senza nemmeno verificare le fonti, oppure in certi casi, ancora più gravi, facendo finta di non conoscerle. A questo mi riferisco.

  2. Il gridare sempre contro un non meglio definito e spiegato complottismo, negazionismo, fascismo, terrorismo, ecc. è l’ elemento più unificante che esista per un sistema che deve sminuire, nascondere, talvolta addirittura attaccare i propri obbrobri! Lo smacchiatore perfetto. Più che una censura è un dettato.

  3. […] Si può notare come viene cancellata la storia, la cultura, la civiltà, le tradizioni. Parimenti viene azzerata la tradizione apostolica e la dottrina millenaria riducendo Cristo ad un personaggio storico e passando, con disinvoltura, dalla salvezza di Cristo alla salvezza del pianeta. I neo sacerdoti sono ora i virologi e, come nuovi profeti di sventura, mantengono alto il terrore mediatico, trasformando l’homo sapiens in homo videns. Chi dissente viene censurato. […]

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