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Roma, 15 feb – L’amministrazione di Virginia Raggi è stata una delle più fallimentari della recente storia di Roma. E dopo Marino non era impresa facile. Tant’è che, in più di un’occasione, ha dichiarato di non volersi ricandidare: «Già arrivare viva a fine mandato sarà un successo», disse una volta tra il serio e il faceto. Eppure, proprio come i suoi colleghi grillini in Parlamento, anche la Raggi ha capito che, se scende dalla carrozza, il treno della politica sarà perso per sempre. E magari le toccherà tornare a fare le fotocopie nello studio Previti. Ecco allora che Virginia sta iniziando a tessere la sua trama per rimanere in Campidoglio.

Via il simbolo del M5S

Come riporta Fabio Carosi su Affari italiani, fonti interne nel M5S confermano che la Raggi «si candiderà ancora perché il suo lavoro in città non è finito». Ma non lo farà all’ombra delle cinque stelle. E questo per due motivi. Innanzitutto perché lo statuto del Movimento esclude il doppio mandato (regola che un po’ tutti hanno aggirato, ma questa è un’altra storia). Ma soprattutto perché il M5S, da qualche mese a questa parte, non ha fatto altro che prendere batoste elettorali. E quindi, esattamente come ha fatto Bonaccini in Emilia Romagna, anche la Raggi intende disfarsi dell’ingombrante simbolo di partito per accentrare tutto sulla sua persona: si presenterà cioè con una lista civica di nome «Virginia Raggi per Roma».

La Raggi e il patto con il Pd

Il piano di Virginia sembra chiaro: stringere un’alleanza con il Partito democratico in modo da non pestarsi i piedi. In sostanza, sia la Raggi che il Pd punteranno ad arrivare al ballottaggio, tentando così di battere il destra-centro. Ma se uno dei due non ce la facesse, ecco che i voti di Pd e lista civica convergerebbero tutti sul candidato rimasto in lizza. Eh sì, colei che – contro il Pd – promise che «il vento sta cambiando», si ritrova ora a braccetto con i marpioni dem. Ma la coerenza – come ha confermato il Conte bis – non è proprio il punto forte dei Cinque stelle. Poi certo, bisognerà vedere se l’accordo reggerà fino alla prossima primavera, ma la Raggi – in caso di tonfo – avrebbe già in mente un piano B: candidarsi al Senato per rimanere incollata alla poltrona. Auguri.

Elena Sempione   

4 Commenti

  1. Un po’ presuntuosina, pensa che hanno ancora bisogno di lei per non far nulla? Per questo tipo di non-lavoro la percentuale di rotazione è molto elevata.

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