legionarigrandeRonchi dei Legionari, 16 giu – Era l’11 Settembre del 1919 quando Gabriele D’Annunzio ancora febbricitante arrivò a Ronchi, città dalla quale il giorno dopo, insieme ai suoi legionari, si sarebbe messo in marcia per Fiume per prendere possesso della città dopo quella che passerà alla storia come “la Marcia di Ronchi”.

Un onore, quello di essere votata alla memoria dei legionari di D’Annunzio, che la città in provincia di Gorizia merita dunque a pieno titolo. A quasi 95 anni da quel giorno, però, nasce un’associazione che vorrebbe invertire il corso della storia rinominando la città friulana in “Ronchi dei Partigiani”. L’associazione ha ottenuto l’adesione di Anpi, Aned, Istituto di studi storici Gasparini, associazione Jadro, circolo Arci Curiel di San Canzian, circolo culturale e sportivo dell’Olmo. Ad esse si aggiungono la libreria la Linea d’Ombra e la casa editrice Kappa Vu, fautori di una “Giornata della cultura resistente”.


E’ consuetudine della sinistra, del resto, procedere a una collezione di sigle, alcune delle quali peraltro beneficiarie di sostanziosi contributi pubblici pagati anche con le nostre tasse, per supportare questa o quella astrusa iniziativa.
In questo caso tuttavia la sensazione è che si sia andati ben oltre il limite del buon gusto e della decenza, tanto che in risposta all’iniziativa è nato il “Comitato per Ronchi dei Legionari”, con l’obiettivo di conservare l’attuale denominazione della città.

La pagina del Comitato in poche ore ha raggiunto su Facebook oltre 4 volte il numero dei fan della pagina “partigiana”.

Alla battaglia per la conservazione del nome della città aderisce con convinzione anche il Primato Nazionale, che vi invita a sostenere virtualmente il “Comitato per Ronchi dei Legionari” cliccando mi piace in questa pagina.

Difendiamo la storia del nostro Paese, e la memoria dei suoi eroi.

Cristiano Coccanari

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