Roma, 20 mag – Il Pd non vuole la manifestazione di CasaPound, il 28 maggio a Roma. D’altronde, ogni giorno un deputato del Pd si sveglia e pensa di vietare qualcosa che non sia il Pd. E’ l’insostenibile leggerezza del non essere qualcosa, pensandosi qualcuno mentre si osserva gli altri. Fattore di riflessione spettrale in assenza di superficie, superficiale reagente in versione specchio ustorio. In fondo, cos’è il Pd?

Provate a far ridere il Pd

Informe partito che tira avanti a suon di banalità, copia incollando frasi fatte e indignazione un tanto all’etto, il chilo è troppo impegnativo. Neppure il vezzo della sana ironia, abbarbicato al sorriso a denti stretti in un fanciullesco girotondo di battute da Cucciolone. Provate a far ridere Letta, vi verrà da piangere. Più non dice, più mantiene consenso, il Pd. Più dice più viene da scrollare la testa, tanto è inconsistente il parto. Immobilismo ingessato di chi ha perso riferimenti ideali, storici, culturali. Si rannicchia lì, il Pd, evocando censure dell’altro da sé in assenza di un Sé e di un Io, collettivistica crisi dell’ego. Si ritrova a lanciare monetine sul tavolo dei Mutamenti, vedi mai che salti fuori una junghiana ispirazione per sciorinare sciocchezze su Twitter. Cinguettio dell’auspicio sereno, se ora piove speriamo che spunti il sole, se c’è una guerra speriamo nella pace, se c’è un diritto da invocare invochiamolo. E’ come il probo cittadino che si fa vedere all’evento canonico, il Pd, sgranocchiando noccioline con aria beata e stringendo mani sudate mantenendo la distanza del passo di danza. Non sia mai che qualcuno non lo avvisti dove si deve essere, per non essere. Grigio per non mostrarsi acceso, spento per non eccedere in esuberanza. Se inviate una delegazione del Pd all’Oktoberfest, aspettatevi che ordini birre analcoliche.

Il grigio apparato contro CasaPound. Ma cos’è il Pd?

Eppure questa allegra confraternita del Chianti (che Fante si rivolti pure nella tomba) si mantiene apparato, collocandosi ovunque e comunque pur di mantenere vivo il nulla. Dai media all’associazionismo locale, caparbietà del flusso gramsciano, unico appiglio magnetico del passato rosso. Raduna l’armata impiegatizia e rispolvera di tanto in tanto l’antifascismo istituzionale, meno stradaiolo dunque più aggressivo perché mellifluo, sol collante di un mondo crollato a suon di supermercati solidali. E chiede di vietare la manifestazione di CasaPound, inventandosi minacce social credibili quanto un’ampolla mostrata da Colin Powell. Ma chi se lo fila il Pd? Non fosse perennemente al governo, verrebbe da regalargli un tubo di baci Perugina, al Pd. Manteniamo l’opportuna cautela, le palombelle fucsia (quelle rosse sono demodé) finirebbero per chiedere la messa al bando dei cioccolatini, scorgendoci croci celtiche e fasci littori. In tutto questo, a occhio e croce (non celtica), a chiunque decida di scendere in piazza oggi, l’ultimo pensiero che salta in mente è proprio il Pd. Perché, alla fine, cosa cappero è il Pd?

Eugenio Palazzini

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