Roma, 20 mag – Aveva 75 anni Guido Lembo, fondatore di “Anema e Core”, storico locale dell’isola di Capri, come riporta l’Ansa di oggi. E una minima finestra è meritevole di essere aperta, soprattutto per il simbolo che rappresenta lo storico locale.

“Anema e Core”, la storia delle serate capresi

Era l’ormai lontano 1994, quando Guido Lembo, chansonnier caprese, apre la Taverna “Anema e Core”, citando una celebre canzone napoletana degli anni Cinquanta, e dà il via a quella che, nel corso degli anni, diventa una vera tradizione caprese. Perché “Anema e Core” non è un semplice locale, ma un modo di vivere la serata e la musica. All’insegna del puro divertimento e della – ben poca – formalità, nel contesto di un’isola che di formalità – invero – ne possiede tanta, visti gli ambienti non esattamente popolari che la vivono.

Ma è proprio per quello che il locale di Lembo fa scalpore: perché diventa un richiamo alla genuinità, alla passione sonora, al ballo istintivo e – spesso, di consuetudine – messo in atto sui tavoli della locanda, tra una bevutina e una chiacchierata in compagnia. “Anema e Core” non è certo un luogo lontano dalla mondanità, e sarebbe assurdo sostenerlo. È anzi un posto in cui si celebra la “Dolce Vita” a diversi decenni di distanza da quella originaria e di felliniana memoria. Quel posto, oggi, è in lutto.

Il lutto per Guido Lembo

Guido Lembo muore in una clinica di Castellammare di Stabia dopo aver sofferto a lungo di una grave malattia, che lo aveva tenuto da tempo lontano dall’isola. La sua piccola creazione, vicino alla Piazzetta di Capri, era luogo di ritrovo per comuni turisti ma anche per tanti, tantissimi vip. Da “Anema e Core” sono andati, negli anni, calciatori, attori, modelle: dai “locali” Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara fino a Franceso Totti, da Jennifer Lopez a Naomi Campbelll. Tutti, in qualche modo, hanno conosciuto la musica di Lembo. Lo stesso che a fine serata invitata a salire su un tavolo a ballare ma anche a cantare melodie napoletane di un’epoca che ormai non esiste più.

Stelio Fergola

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