Roma, 25 ott – Le previsioni sul discorso del presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera si sono rivelate esatte. Non che ci volesse granché. Ma qualche notivà interessante è venuta fuori.

Meloni alla Camera: “Sovranità alimentare non più rinviabile”

Oltre un’ora di discorso. Tante parti ampiamente previste e prevedibili. Prevedibile era, purtroppo, la sottomissione “contro il fascismo”. Ovviamente appunti simili sulla politica estera, dove il presidente del Consiglio non si discosta da quella occidentale ed eterodiretta (c’è poco da discutere o da ragionare) da Washington. Dunque, solidarietà all’Ucraina, condanna della Russia, nessuna cessione alle ritorsioni di Mosca sull’energia. Nessuna novità ovviamente sulla piena adesione all’Unione europea, al pilota automatico del Pnrr, seppur con qualche sfumatura interessante. Dal “non crediamo che esista un’Europa di Serie A e una Serie B, l’Italia ha tutto il diritto di esserci a testa alta, nei consessi europei, per tutelare i propri interessi nella consapevolezza di un destino comune” a “la strada per ridurre il debito non è la cieca austerità, ma la crescita economica”.

Semipresidenzialismo e lotta all’immigrazione clandestina

Il premier sostiene la riforma presidenziale, o meglio semipresidenziale, per dare all’Italia “stabilità governativa”, e per passare allo status di “democrazia decidente”, uno Stato in cui “chi vince governa per cinque anni”. Non potevano mancare i riferimenti all’agroalimentare, alla sua difesa, al Made in Italy, pezzi di una “sovranità alimentare non più rinviabile” che “non significa che non troveremo più l’ananas” (dice sorridendo e riferendosi, senza nominarla, a Laura Boldrini), ma soltanto che “non dipenderemo più da nazioni lontanissime da noi per dare da mangiare ai nostri cittadini”. Sull’immigrazione clandestina, la Meloni ribadisce l’idea di attuare un blocco navale per “fermare le partenze”, ma anche “rimuovere le cause che portano i migranti a lasciare le proprie terre”, citando Enrico Mattei, il cui nome potrebbe essere impiegato per un “piano per l’Africa”.

Le donne del Risorgimento

Interessante è stato l’esordio del premier, che ha liquidato le ridicole polemiche sul maschile della qualifica di presidente del Consiglio venute fuori – manco a dirlo – dagli ambienti di sinistra e dalla “solita” Boldrini, ricordando con grande sostanza e poca apparenza le donne del Risorgimento. Ovvero coloro che contribuirono alla fondazione dello Stato nazionale. Donne che “hanno osato per impeto e per ragione”, su tutte Cristina Trivulzio di Belgiojoso, “elegante organizzatrice di salotti e barricate”, poi Rosalia Montmasson, unica donna a partecipare alla spedizione dei Mille. Una risposta indubbiamente di sostanza a una questione di una superficialità davvero disarmante.

Stelio Fergola

 

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5 Commenti

  1. La Meloni si stã totalmente “pidizzando”. A me delle donne del risorgimento non frega nulla. Inoltre Nilde Iotti la comunista, negli anni 40′ fu fascista con tanto di tessera.

  2. La Montmasson fu l’unica donna che s’imbarcò con i Mille a Quarto, non l’unica a partecipare all’impresa dei Mille travestita da uomo.

  3. Niente paura, non cambia nulla. Ma perché tanto spazio alla solfa della “prima donna premier in Italia”, ecc. ecc. ecc. ecc. (sino alla noia… o paranoia…). Montessori (te la raccomando, quella…), Risorgimento, ecc. ecc. ecc… dopo le Donne Garibaldine, ci sono mancate solo le Donne Partigiane… Che pena! A me non frega niente se è un uomo o una donna, basta che tuteli veramente il popolo italiano e gli interessi nazionali dell’Italia, cose che non farà. Al contrario, Aspenia Meloni, Patriota… della NATO, ha già dichiarato in ogni occasione possibile che tutto si farà secondo i voleri di Washington e di Bruxelles. A costo di suicidarci… “Caaaro Zelensky… l’eroico popolo ucraino… chiamami Giorgia…”. Che schifo! Ma così le daranno anche la cittadinanza onoraria di Kiev… Ha accontentato proprio tutti, incluso “l’affettuoso saluto” a “Sua Santità Papa Francesco”… Una Grande Leccata a tutto l’Universo, e pure al Metaverso della Transizione Digitale: una Leccata sostenibile, inclusiva, resiliente, democratica e antifascista… Ho dovuto aprire l’ombrello per scansare la bava proveniente da Roma… sarà anche per quello che il clima è così umido, in questi giorni…

  4. MASS condivido parola per parola di ciò che ha scritto, oltretutto il discorso “meloniano” ad un certo punto mi è apparso delirante e senza senso.

  5. La Meloni ha tradito tutto ciò che poteva tradire, degna scuola di Fini. Probabilmente pensa di aver trionfato quando umanamente e spiritualmente è perduta, condannata all’Antenora. Non voglio nemmeno dilungarmi oltre per il disgusto che provo. Dico solo che Casa Pound deve tornare a fare politica attiva: presentarsi alle elezioni per dare rappresentanza a chi non accetta questa eterna resa badogliana, questa ripetuta Fiuggi di cui chi proviene dal MSI o non ha mai aderito ad AN è vittima. Casa Pound deve tornare a contarsi, e vedremo quanti elettori di FDI accettano le parole sul fascismo di una persona che per la sua ambizione folle e sfrenata si è sottomessa a tutti i padroni possibili e ha venduto l’anima, ma soprattutto la nostra storia e la nostra memoria. Basta collateralismo, tornate a far votare tutti quelli come me che non hanno dimenticato le parole di Almirante: “non rinnegare”.

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