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Roma, 5 mag – Giorgia Meloni si appella al premier Mario Draghi: “Fermi l’arroganza della sinistra, pretende di fare la parte del leone. Sul coprifuoco vince sempre Speranza“. La leader di Fratelli d’Italia presenta una mozione parlamentare sul rilancio economico dell’Italia e mette in risalto tutte le criticità del governo, a partire dal ruolo del centrodestra, i cui voti sono sfruttati per fare cose di sinistra. “Un governo di unità nazionale prevede quanto meno che le forze politiche si incontrino a metà strada”, fa presente la Meloni.



L’interrogazione parlamentare di FdI sul rilancio economico

Una interrogazione parlamentare che “tocca molte battaglie storiche di Fratelli d’Italia e anche del centrodestra, per consentire un riequilibrio delle politiche del governo Draghi a favore delle idee e dei programmi che sono più vicini al centrodestra rispetto a quello che abbiamo visto in questi mesi”. Così la Meloni, durante una conferenza stampa insieme al capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, e al responsabile Programma del partito, Giovanbattista Fazzolari. “Ci aspettiamo – sottolinea la leader di FdI – che il presidente del Consiglio si esponga, chiedendo a pezzi della sua maggioranza, segnatamente a quelli della sinistra, di non pretendere di fare la parte del leone”.

“Se venissero bocciati tutti i punti della mozione sarebbe ennesimo dimostrazione di governo troppo spostato a sinistra”

La Meloni mette la maggioranza di governo alla prova. “Ovviamente non ci aspettiamo che tutti i punti di questa mozione vengano approvati, se venissero invece bocciati tutti sarebbe l’ennesima dimostrazione di un governo troppo spostato a sinistra, ostaggio di un’arroganza della sinistra che pretende di poter contare su pezzi del centrodestra per rimanere al governo senza fare mai mezzo passo indietro rispetto alle sue pretese. Porteremo” la mozione “in Aula chiedendo la votazione per parti separate e speriamo che alcune di queste cose vengano accolte”.

Tra i 25 punti della mozione, raddoppio dei ristori e stop al coprifuoco

Tra i 25 punti contenuti nel documento, il raddoppio dei ristori e lo stop al coprifuoco. Ma anche l’abolizione del tetto all’uso del contante e la riforma fiscale con l’obiettivo della flat tax e della revisione della no tax area. L’ampliamento dell’uso del golden power e la web tax. Poi ancora, le risorse per il potenziamento del trasporto pubblico locale e i sostegni per le zone terremotate. Gli interventi per Roma Capitale. E in merito a una sua candidatura alle prossime amministrative la Meloni taglia corto: “Un sacco di gente mi vuole sindaco di Roma, tendenzialmente tutti quelli che vorrebbero togliermi dalle scatole“.

“Abbiamo una sinistra che mi sembra molto aggressiva, che attacca quel centrodestra che sta al governo. Pd e 5 Stelle pretendono i voti del centrodestra per fare le loro cose. Io penso quindi che il centrodestra che sta al governo dovrebbe difendersi e segnalare a Draghi che non si può fare un governo fintamente di unità nazionale dove i voti miei servono a fare le cose di sinistra. Secondo me è stato un errore”. E’ il messaggio lanciato agli alleati di coalizione, Lega e Forza Italia.

“Governo dispone della libertà delle persone, chiediamo riapertura immediata di tutte le attività”

E’ sul coprifuoco che la Meloni scaglia il suo attacco più duro alla maggioranza. La restrizione, spiega, è dannosa economicamente e “inutile ai fini del contenimento, anzi per paradosso aumenta gli assembramenti. C’è un governo che dispone della libertà delle persone, noi chiediamo la riapertura immediata di tutte le attività con i protocolli per la sicurezza“. Poi su Facebook lo slancio d’ira: “Vergognoso! Al Senato bocciato emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Covid per posticipare almeno alle ore 24 il coprifuoco“.

“Mi pare che alla fine vinca sempre Speranza”

“Ancora una volta la maggioranza in Parlamento sostiene le misure liberticide e anticostituzionali del governo. Fratelli d’Italia non si piegherà mai a questa pericolosa deriva autoritaria che colpisce senza motivo le attività produttive e i cittadini”. “Molti di più di quelli che votano i provvedimenti in teoria sono d’accordo all’abolizione del coprifuoco o a spostare il coprifuoco, però mi pare che alla fine vinca sempre Speranza, perché altrimenti – obietta – questa mattina il coprifuoco sarebbe stato portato a mezzanotte”.

“Elezioni? Naturale votare appena eletto il nuovo presidente della Repubblica”

Per quanto riguarda al ritorno alle urne, secondo la Meloni “sarebbe naturale votare appena eletto il nuovo presidente della Repubblica. Non so se questo scenario si materializzerà, dipende da chi verrà eletto”. In ogni caso, prosegue, “prevedo un’ampia resistenza da parte di gran parte dei parlamentari, non così Fratelli d’Italia”.

Il nodo Copasir e le nomine dei nuovi servizi segreti

Poi la questione Copasir, la cui presidenza da prassi spetterebbe all’opposizione – quindi a FdI. La Meloni ricorda “la previsione che la presidenza del Copasir spettasse ad un esponente dell’opposizione fu fatta contestualmente a quando fu tolto il voto parlamentare sulla nomina dei capi dei nostri servizi di intelligence. Il concetto era il governo nomina i capi dei servizi segreti sentito il parere del presidente del Copasir. Il quale – sottolinea – essendo esponente dell’opposizione garantisce il coinvolgimento del Parlamento. Poiché siamo vicini alle nomine dei nuovi servizi segreti, si sta per creare un problema molto importante, perché ci ritroveremo con un governo che nomina i capi dei servizi segreti sentendo un esponente della stessa maggioranza. Davvero è un problema solo mio?”, fa presente la Meloni.

“Grave che presidenti di Camera e Senato non intervengano”

“Il punto è se il Copasir oggi sia in condizione di lavorare. C’è una questione irrisolta, che tutti fanno finta di non vedere, in violazione di una legge dello Stato”, ribadisce. “I presidenti della Camere – è l’accusa – pilatescamente ci hanno detto trovate un accordo politico; poi ci è stato detto dimettiamoci tutti, si sono dimessi Urso e Vito, degli altri non si è dimesso nessuno e quindi l’accordo politico non si è trovato. I presidenti delle Camere che fanno? Muti. A me pare una cosa molto grave, per cui credo che la presidente Casellati e il presidente Fico, se vogliono rimanere a fare il presidente del Senato e il presidente della Camera, dovrebbero assumersi le loro responsabilità. Oneri e onori, ci sono tanti vantaggi e ci sono anche le responsabilità che si dovrebbero assumere”.

Ddl Zan: “Non ho mai capito bene cosa è il gender e neanche quelli che lo propongono, visto che ne propongono sempre di nuovi”

Infine la questione omofobia. Sullo scontro nella maggioranza sul ddl Zan, la leader di FdI commenta: “Bene la lotta alle discriminazioni, ma non ho mai capito bene cosa è il gender e credo neanche quelli che lo propongono, infatti ne propongono sempre di nuovi“. “Non ho letto il testo della proposta della Lega, però sulla carta mi pare un’iniziativa intelligente quella di circoscriverla al tema della discriminazione lasciando da parte materie che non c’entrano nulla. Questo non mi pare omofobo. Togliendo determinate questioni è più facile che si possa trovare una sintesi”, conclude la Meloni.

Adolfo Spezzaferro

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