Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 9 mag – L’accordo sul Mes trovato ieri in sede di Eurogruppo fa fibrillare il governo. L’innesco è la presenza, più o meno occulta, di condizioni legate al ricorso al Meccanismo, circostanza mai vista di buon occhio da frange del M5S così come ad alcuni esponenti di altre formazioni. Tanto da far rischiare la tenuta dell’esecutivo.

La fronda interna al M5S

A tenere banco sono soprattutto i “ribelli” pentastellati, che includono al loro interno anche personaggi di un certo rilievo come Ignazio Corrao, Giovanni Currò e Raphael Raduzzi. L’ex capo politico Luigi Di Maio cerca di mediare, definendo il Mes – pur senza bocciarlo esplicitamente – uno strumento “inadeguato” mentre la linea ufficiale del movimento punta ad un compromesso tra le diverse anime: “Le misure fin qui prospettate in sede europea risultano ancora insufficienti rispetto alle reali necessità legate a questa emergenza”, si legge in un comunicato.

Pd e Italia Viva a favore del Mes

Dall’altro lato della barricata troviamo invece il Partito Democratico e Italia Viva, da sempre compatti a favore dell’utilizzo del Mes. Non usa mezzi termini il renziano Davide Faraone: “Denuncerò – scrive su twitter – il governo per danno erariale se non dovesse utilizzare i fondi #Mes. Rinunciare per stolta ideologia populista e sovranista a risorse a tasso 0 e senza condizioni per migliorare il nostro sistema sanitario è da irresponsabili. Almeno finitela con la retorica sui medici”. Gli fa eco Luigi Marattin: “Ecco le condizioni definitive del Mes. Una sola rigorosa condizionalita’ (spese sanitarie, dirette e indirette), durata 10 anni, tasso circa -0,1%. Possiamo prendere a prestito 35,74 mld, risparmiando quindi 700 mln l’anno (7 mld sui 10 anni). SI AL MES SENZA SE E SENZA MA”.

Il problema Senato: Conte punta al Recovery Fund

Se alla Camera non dovrebbero presentarsi particolari grattacapi, la situazione cambia – e non di poco – al Senato. Qui i numeri rischiano infatti di essere molto più risicati: il governo potrebbe, anche considerando un eventuale soccorso da parte di Forza Italia, non riuscire a mettere insieme la maggioranza necessaria per il via libera al Mes.

E’ da questo conteggio che Giuseppe Conte parte per cercare di dribblare le potenziali problematiche. Il premier punterebbe, per convincere i refrattari, al Recovery Fund, il fondo europeo che si vorrebbe da mille miliardi per sostenere le economie più in difficoltà. Strumento che – al di là delle criticità intrinseche – sul quale non vi è però ancora alcun accordo in sede comunitaria, né sulla sua dotazione né sulle tempistiche. Basterà?

Nicola Mattei

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Il danaro preso in prestito dal MES dovranno essere spesi per la sanità.
    A noi invece serve danaro per fare ripartire l’economia.

  2. Alla Camera non dovrebbero esserci grattacapi?? Ma forse avete contato male, il M5S è contrario al MES e fino a prova contraria voterà in tal senso.

Commenta