Nel dicembre del 1946, sostanzialmente 75 anni fa, vedeva la luce il Msi, il Movimento sociale italiano. Un manipolo di coraggiosi e reduci fascisti si impegnò, nonostante le rappresaglie dettate da vent’anni di dittatura e da una guerra rovinosa, a mantenere viva la fiamma ideale di un pensiero che ambiva ad unire identità, nazione e socialità.

Il lungo dopoguerra

Se negli anni Cinquanta il Msi riuscì, tra mille difficoltà, a ritagliarsi alcuni spazi politici, il sangue di Genova nel 1960 – quando le sinistre impedirono il Congresso missino tra scontri, morti e feriti – ravvivò quell’antifascismo che divenne la chiave di volta per estromettere il partito dal cosiddetto «arco costituzionale» fino agli anni Novanta. Eppure «non rinnegare, non restaurare» era il motto di questo ambiente, animato dalla speranza di traghettare i princìpi del corporativismo e del patriottismo nel contesto della democrazia parlamentare.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2022

Ma la demonizzazione prevalse, nonostante il fatto che proprio dal dibattito sulla terza via tra le due guerre, al netto delle derive autoritarie e razziste, erano sorte alcune delle colonne fondamentali dell’edificio sociale italiano: l’Inps, l’Inail, l’Iri, l’Agip e i Codici (civile e penale), solo per dirne alcuni. Senza contare l’influenza del corporativismo nella formazione della classe dirigente cattolica, Fanfani in prima fila, e della parte economica (artt. 35-47) della Costituzione vigente (si veda il recente libro dell’Istituto «Stato e Partecipazione», Le radici nascoste della Costituzione).

Il clima che maturò dagli anni Sessanta in poi favorì il proliferare di pubblicazioni in cui il Msi veniva «squalificato» e criminalizzato senza essere adeguatamente inquadrato e compreso nella sua complessità, con il Craxi degli anni Ottanta (pur fieramente antifascista) tra i pochi a rompere queste letture preconfezionate.

Ripensare la tradizione del Msi

Ed ecco che solo in tempi relativamente recenti hanno visto la luce alcune pubblicazioni sul Msi di rilevanza scientifica o d’interesse storico: Piero Ignazi, Giuseppe Parlato, Marco Tarchi i nomi degli autori più importanti. Da un punto di vista più…

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