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Roma, 30 nov – A Natale ci sarà il blocco degli spostamenti: bisogna restare a casa. A ribadire che quest’anno c’è poco da festeggiare è il ministro della Salute Roberto Speranza: “Deve essere un Natale di sobrietà, siamo dentro l’epidemia molto molto significativa”. Ospite a Live Non è la D’Urso su Canale 5, Speranza risponde “penso proprio di sì” a chi gli chiede se il coprifuoco dalle 22 alle 6 sarà valido anche il 24 dicembre e a Capodanno. “E’ una norma già vigente e penso che vada confermata ancora. E’ una delle norme che ci ha consentito in queste settimane di iniziare quel percorso graduale e faticoso che ci consentirà di piegare la curva. Quindi io penso proprio di sì”. 



“A Natale restate a casa”

Niente da fare neanche per la Messa di Natale: “E’ chiaro che se c’è un coprifuoco penso che vada rispettato per tutti. Se c’è un coprifuoco c’è un coprifuoco”. Di qui l’appello ai cittadini: “Non spostatevi se non è indispensabile, restate a casa“. Il governo giallofucsia non intende fare sconti per le festività natalizie. A sentire il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Filippo Anelli, è fondamentale “non ripetere gli errori dell’estate: il virus circola ancora, e in maniera molto più forte rispetto all’estate, quando uscivamo da due mesi di lockdown totale. Continuiamo a limitare gli spostamenti a quelli necessari e a rispettare le misure igieniche di prevenzione”, ha fatto presente il numero uno della Fnomceo dopo un incontro con Speranza.

A Natale blocco spostamenti 20 dicembre-6 gennaio

Le regioni stanno per tornare tutte gialle, visto che la curva dei contagi sta calando. Proprio per questo il governo sta lavorando a un nuovo giro di vite, che arriverà con il Dpcm del 3 dicembre. Oltre al divieto di spostamenti a Natale, il pallino dell’esecutivo giallofucsia sono cenoni e festeggiamenti vari. C’è il forte rischio che non saranno permessi ricongiungimenti – se non con parenti anziani che altrimenti rimarrebbero da soli – e che si imporrà di festeggiare con i soli componenti del nucleo familiare convivente. Sul fronte degli spostamenti, dato che il governo non può impedire il rientro presso la propria residenza o domicilio, a maggior ragione se da zona gialla a zona gialla, a Palazzo Chigi si sta valutando la soluzione di imporre un divieto di spostamenti dal 20 dicembre circa al 6 gennaio. Un blocco totale, in sostanza, perché “si deve impedire di ripetere quanto accaduto la scorsa estate”, ha ribadito il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia nell’ultima riunione con i governatori.

Ricongiungimenti ridotti al minimo

Queste le misure allo studio, secondo le anticipazioni riportate dalla stampa. Per quanto riguarda le seconde case, ci si può andare prima del blocco, a meno che non si abbia la residenza nella casa di vacanza. Non sono previste altre eccezioni, “perché dobbiamo evitare lo spostamento di milioni di persone, è il momento di rimanere fermi. Le misure di contenimento stanno funzionando e non possiamo vanificare gli enormi sacrifici che si stanno facendo”, ha ribadito Boccia. Per quanto riguarda i ricongiungimenti saranno ridotti al minimo (e con obbligo di autocertificazione): in caso di anziani che rischiano di restare da soli, e nel caso dei coniugi potrebbe essere concesso anche ai partner conviventi. Non è detto che sarà permesso rientrare in famiglia agli studenti fuori sede. In ogni caso, chi esce dai confini nazionali o vuole rientrare in Italia per Natale il governo vuole introdurre l’obbligo di quarantena al momento dell’ingresso nel nostro Paese.

Nessuna deroga per il coprifuoco di bar e ristoranti

Infine per quanto riguarda bar e ristoranti, si va verso la conferma del coprifuoco alle 18, senza deroghe per Natale o Capodanno. E’ possibile che ci sarà una proroga dell’orario di apertura dei negozi per evitare assembramenti da shopping natalizio, ma sempre entro i termini del coprifuoco. L’obiettivo del governo è tenere il più possibile gli italiani tappati in casa, anche a Natale.

Adolfo Spezzaferro



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8 Commenti

  1. A parte l ultima frase di una ovvietà imbarazza, mi chiedo. . Voidel primato nazionale ci credete veramente in ciò che pubblicate oppure vi sono già arrivati i soldi di conte per foraggiare l informazione di stato?

  2. […] Tra i più preoccupati per gli assembramenti non poteva non esserci Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano. “E’ evidente che, se non si mantengono le precauzioni non potremo che rivedere una situazione simile a quella che abbiamo già vissuto“. Così l’infettivologo agita lo spettro della terza ondata dell’epidemia ad Agorà su Rai3, avvertendo che “abbiamo ancora moltissimo virus che circola“. Troppo, in tutto il Paese, “per pensare di tornare a un ‘liberi tutti’ appena avuto un accenno di risultato” dalle restrizioni imposte con i Dpcm anti-contagio. […]

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