Roma, 14 giu – Che Papa Francesco sia un grande sponsor dell’immigrazione di massa è risaputo. Che la Chiesa non riesca a farsi gli affari suoi e voglia metter becco sulle politiche di Stati stranieri, e in particolare dell’Italia, è altrettanto noto. Senza contare le inquietanti ingerenze del Vaticano nella formazione del governo gialloverde, Bergoglio tira dunque dritto con la sua posizione immigrazionista e non perde occasione per bacchettare il nuovo esecutivo. Ecco quindi che, da ultimo, il pontefice ci fa sapere che i “migranti” non sono numeri, ma persone da accogliere sempre e comunque, e che le frontiere vanno abbattute (eccetto quelle della Santa Sede, beninteso).

Papa Francesco lo ha messo nero su bianco in un messaggio inviato ai partecipanti al II Colloquio Santa Sede-Messico sulla migrazione internazionale. L’evento è sostenuto dalla Segreteria per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e dall’Ambasciata del Messico presso la Santa Sede. Tra i promotori figurano anche la Pontificia Accademia delle Scienze e la Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. «Nella questione della migrazione – si legge nella nota – non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni. Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio. I loro diritti fondamentali e la loro dignità devono essere protetti e difesi».

Dalle premesse buoniste si passa poi alla dura reprimenda morale: «Un’attenzione speciale va riservata ai migranti bambini, alle loro famiglie, a quanti sono vittime delle reti del traffico di esseri umani e a quelli che sono sfollati a causa di conflitti, disastri naturali e persecuzioni. Tutti costoro sperano che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono e che poniamo su di loro la nostra attenzione, la nostra compassione e la nostra dedizione». Insomma, Papa Francesco si conferma ancora una volta come il più grande promotore dell’invasione immigratoria e della sostituzione di popolo.

Federico Pagi

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6 Commenti

  1. Oramai Francesco è considerato un eretico per molti cattolici.Oltre a permettersi di dire una volta parlando di una parabola che “Gesu’ ha fatto il finto tonto” e ad avere detto “chi sono io per giudicare i gay, ultimamente ha mandato un cardinale all’ incontro a porte chiuse del Bilderberg, consesso in mano alla dittatura finanziaria che decide i destini del mondo.Destini a favore dei ricchi, si intende

  2. I muri servirebbero per tenere lontani i comunisti come tal pontefice bergoglio, la feccia negra africana tutta in vaticano negli attici cardinalizi……..si vergogni,pensi a Pamela,allo spaccio, al degrado ed ai danni ignobili inferti al paese dai suoi amici indegni e bastardi……. Auguri

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