Pavia, 19 ott – La sinistra, negli ultimi anni, non gode di ottima fama agli occhi degli italiani. Sventolando le bandiere del politicamente corretto, amalgamato al mantra dei diritti civili, della sterile retorica dell’uguaglianza, i vari movimenti dei radical chic hanno firmato la loro disfatta: gli italiani hanno preso coscienza che è necessaria una politica per i diritti sociali, per il controllo dell’immigrazione e la tutela dell’identità nazionale.

A Pavia è cambiato il vento

Il popolo ha così sfiduciato in cabina elettorale i vari “Boldrini” della situazione. Ne è un esempio lampante la città di Pavia. La città che sorge sulle rive del fiume Ticino, sede di una delle più prestigiose università, patrimonio culturale e artistico, ha avuto sempre una forte tendenza a sinistra per decenni.

Ricordate gli anni di Lotta Continua? Ricordate il sessantotto, gli stravolgimenti culturali, la violenza mistificante, aggressiva e minuziosa della buona borghesia con il silenzio beneplacito della cittadinanza pavese? E come dimenticare le costanti violenze che i membri del Fronte Della Gioventù erano costretti a subire, pagando sulla propria pelle una scelta “scomoda”? Nelle elezioni amministrative di quest’anno, tuttavia, il vento è cambiato anche nella vecchia capitale del Regno dei Longobardi dove Fabrizio Fracassi, uomo di punta della Lega, ha stravinto le elezioni comunali al primo turno, battendo una sinistra divisa e in stato confusionale. I cittadini pavesi, stanchi del degrado, dell’insicurezza e di una città spenta e arida hanno voluto dare una chance al neo sindaco.

La destra alla prova dell’egemonia culturale

Il lavoro sarà tanto e il percorso non è affatto facile. Gli antifascisti pavesi si sono chiusi in trincea, difendendo l’indifendibile, tra “risottate marxiste”, giochi virtuali e interattivi patrocinati dal comune come “Little Antifa Novel”, casus belli dell’edizione “Giocanda” del 2018.

Ogni anno i militanti dell’antifascismo, sempre più agguerriti, polemizzano sulle manifestazioni organizzate dall’associazione culturale “Recordari” in ricordo di Emanuele Zilli, militante pavese del Movimento Sociale Italiano, operaio della Necchi e successivamente della Bertani, sindacalista del Cisnal, ucciso nel novembre del 1973. Insomma, scene da incubo, per non dire da ordinaria follia. Mancano gli Eskimo ma la sostanza non è cambiata. Ciononostante gli uomini di punta della sinistra permangono nei luoghi nevralgici: stiamo ovviamente parlando della cultura, dell’istruzione, dell’università, dove l’Unione degli Universitari (UDU), gode di ampio consenso tra gli studenti.

Pavia “laboratorio sovranista”?

La battaglia si giocherà nei prossimi anni con vigore per delegittimare una sinistra utopica e sconnessa dalla realtà. Sarà una sfida per l’egemonia culturale. A destra, come ha affermato Marcello Veneziani, spesso e volentieri si è dissipato un patrimonio culturale immenso. Di certo non mancano gli studiosi, i giornalisti e i teorici. La destra è coraggio e azione. Manca, tuttavia, la capacità di mettersi in gioco e farsi sentire a livello nazionale. Pavia è alternativa a tutto questo. Questa città, alimentata dall’impegno e dalla militanza dei giovani è un “laboratorio sovranista”. Attraverso eventi, conferenze, manifestazioni, cultura politica si riesce ad attirare molti consensi con una presenza capillare nel territorio dei militanti.

Il 5 ottobre, tra le vie del centro, sono state messe in atto le prime prove per un “fronte sovranista.” Decine di patrioti, e militanti di CasaPound e Fratelli d’Italia, animati dal sentimento di difesa della nazione, hanno srotolato un tricolore lungo 18 metri in opposizione alla logica del governo giallofucsia. Al termine della manifestazione, in Piazza Italia, i manifestanti hanno ricordato la figura di Norma Cossetto, martire istriana uccisa dai Partigiani Titini.

Il 10 ottobre, a Voghera, si è tenuta la conferenza “L’era delle streghe, da Bibbiano al Mee Too: l’ideologia gender all’ attacco della famiglia”, organizzata dal Circolo Culturale Salvatore Frisina. Nel dibattito hanno preso la parola come moderatore Lorenzo Cafarchio portavoce di CasaPound Voghera, Federico Taverna consigliere comunale di Fratellid’Italia, e Francesco Borgonovo, vice-direttore de La Verità e autore del libro “L’era delle streghe”. Tra i temi che sono stati trattati durante la conferenza, c’è stato lo scandalo di Bibbiano-insabbiato dal silenzio assordante del Partito Democratico e immagine simbolica di un paese che non tutela la famiglia tradizionale- e l’ideologia Lgbt, che insieme al fenomeno delle neo femministe Mee Too, è il sottofondo, il panorama abominevole che produce lo sradicamento dei valori che hanno fondato la Civiltà.

Adalberto Ravazzani

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