Roma, 25 mag – Il governo giallo-verde nasce tra i dubbi, le paure (dei media), ma anche con il supporto di una consistente parte degli italiani. Ma che governo sarà? Ovvero quale sarà il suo carattere saliente? Sicuramente si tratta di un esperimento populista. Il “contratto di governo” è ricco di iniziative e proposte economiche che vogliono favorire i cittadini piuttosto che le banche. E fin qui tutto bene, come dimostrano gli strali dei rappresentanti politici (e non) dei “poteri forti”. Più complesso verificare il tratto sovranista e nazionalista dell’esecutivo Conte-Di Maio-Salvini. Entrambe le forze di governo (Lega e Cinquestelle), infatti, non hanno mai dato grande prova di amor patrio. Certamente la critica, anche feroce, contro Bruxelles e la Ue si può sposare con gli interessi nazionali, ma questo non basta per dire che il nuovo esecutivo avrà uno spirito nazionalista. Insomma, difficile che qui da noi si vada a una riedizione del modello Orban in Ungheria.

Cinquestelle e Lega non si sono mai distinti come forze a difesa dell’Italia e dell’italianità. Anzi. Basti pensare ai foschi trascorsi della Lega bossiana tutta secessionismo, ronde padane e insulti al tricolore. Tra i neo-ministri non mancheranno i protagonisti delle carnevalesche pagliacciate di Pontida. Dei Cinquestelle, a partire da Grillo, non si ricordano grandi elogi alla patria. Anzi, alla sua prima uscita il presidente della Camera Roberto Fico dal palco di Palermo, dove si ricordava il sacrificio del giudice Falcone, ha ascoltato (e non cantato) l’Inno nazionale infastidito e con le mani intasca. Dunque cafoneria e zero rispetto per il Tricolore. Passando al fronte della Lega e ricordando che Salvini si presenta quasi sempre al Quirinale in cravatta verde, di padana memoria, anche qui non si registrano esibizioni canore sulle note di Mameli.

Ecco, il primo probante test per il nuovo governo sarà semplicemente l’Inno nazionale. Di Maio, Salvini e compagnia è meglio che incomincino a studiarlo bene e a provare la voce. Se non lo canteranno, avremo la prova che il nascente sarà un piccolo e transitorio governo populista senza possibilità di reale incidenza sulla difesa della nazione. Mameli ci dirà se per una svolta davvero sovranista dovremo aspettare il prossimo giro.

Pino Martini 

 

Commenti

commenti

3 Commenti

  1. il non rispetto per il paese deriva dall’evidente condizione di degrado sociale, politico, culturale…
    Che rispetto si dovrebbe avere per un paese che sfrutta gli sfruttati e si fa sfruttare dagli sfruttatori?
    Culturalmente e socialmente siamo retrocessi a livelli medioevali, l’ignoranza regna sovrana, mentre continua l’atteggiamento in stile mafioso, con raccomandazioni, omerta’, vivere di espedienti…
    Le violenze in famiglia superano di gran lunga quelle dei migranti

  2. ma che idiozia….io mi sento profondamente
    italiano,sono nato da genitori italiani,e ho ascendenti italiani che si perdono nel tempo e nella bassa.
    e anche se lo critico ferocemente,
    amo il mio paese:
    e dovunque,con chiunque e da sempre…
    ho portato sul palmo della mano
    tutto ciò che di buono ha l’italia:
    il nostro genio,
    la nostra cucina,
    la nostra arte,
    la nostra architettura,
    la nostra ingegneria,
    la nostra lingua,
    la nostra diplomazia,
    le nostre industrie,
    le nostre piccole imprese,
    la nostra generosità
    la nostra moda,
    il nostro artigianato,
    le nostre coste,
    le nostre città,
    il nostro volontariato,
    il nostro tessuto sociale….
    tutto ciò che abbiamo di grande,che molti ci invidiano
    e che sempre ci dimentichiamo.

    eppure,non ho mai cantato l’inno di mameli…
    non lo conosco,e neanche mi interessa conoscerlo:
    per me,l’italia è ben altro che un inno…
    è la mia terra,le mie tradizioni e il mio popolo.
    e di una cosa sono certo:
    che anche se non lo conosco,
    di sicuro tengo al mio paese
    e ai miei italiani,
    MOLTO più di quasi tutti coloro che cantano con
    la lacrimuccia e la mano sul cuore:
    perchè prima di cantare,bisogna AVERLO…UN CUORE ITALIANO.

  3. ma che idiozia….io mi sento profondamente
    italiano,sono nato da genitori italiani,e ho ascendenti italiani che si perdono nel tempo e nella bassa.
    e anche se lo critico ferocemente,
    amo il mio paese:
    e dovunque,con chiunque e da sempre…
    ho portato sul palmo della mano
    tutto ciò che di buono ha l’italia:
    il nostro genio,
    la nostra cucina,
    la nostra arte,
    la nostra architettura,
    la nostra ingegneria,
    la nostra lingua,
    la nostra diplomazia,
    le nostre industrie,
    le nostre piccole imprese,
    la nostra generosità
    la nostra moda,
    il nostro artigianato,
    le nostre coste,
    le nostre città,
    il nostro volontariato,
    il nostro tessuto sociale….
    tutto ciò che abbiamo di grande,che molti ci invidiano
    e che sempre ci dimentichiamo.

    eppure,non ho mai cantato l’inno di mameli…
    non lo conosco,e non mi interessa conoscerlo:
    per me,l’italia è ben altro che un inno…
    è la mia terra,le mie tradizioni e il mio popolo.
    e di una cosa sono certo:
    che anche se non lo conosco,
    di sicuro tengo al mio paese
    e ai miei italiani
    MOLTO più di quasi tutti coloro che cantano con
    la lacrimuccia e la mano sul cuore:
    perchè prima di cantare,bisogna AVERLO…UN CUORE ITALIANO.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here