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Roma, 26 nov – Il primo assessore trans d’Italia è del Movimento 5 Stelle. Dovremmo dire “assessora” secondo la vulgata politicamente corretta, perché “lei” si chiama Cristina Leo e sarà responsabile delle Politiche sociali del Municipio VII del Comune di Roma. Non un incarico da poco, dato che parliamo della più grande suddivisione amministrativa della Capitale con 308 mila abitanti (ventimila in meno dell’Islanda e potenzialmente undicesima città d’Italia). Ma al di là dei dati numerici quello che conta, sul piano mediatico e in questo caso anche politico, è che il/la trans Cristina Leo è attivista 5 Stelle ma anche un/una militante Lgbt etc etc. Cristina Leo appena nominata/o assessore ha voluto infatti dedicare il risultato “alle 369 persone trans uccise nel mondo nell’ultimo periodo di riferimento”. 

Per i curdi, in difesa dei migranti e contro il patriarcato

Cristina Leo è originaria di San Simone, frazione del comune di Sannicola in provincia di Lecce. Da tempo però vive stabilmente a Roma, dove ha conseguito una laurea in psicologia con tesi sull’omofobia. Collabora con la rivista “Gaynews” ed è vicina all’estrema sinistra romana, come si evince dalle immagini che circolano sui social riguardo la sua partecipazione ad un certo tipo di manifestazioni. Su Facebook la sua immagine di profilo è corredata dalla scritta “Defend Rojava”, il territorio rivendicato dai curdi in Siria, feticcio degli antifascisti stile Zerocalcare e dei “compagni” in genere. “Ho aspettato un po’, prima di dirlo pubblicamente, perché ho voluto che il pregiudizio, che purtroppo ancora esiste nei confronti delle persone LGBTI+, in generale, e delle persone trans, in particolare, non mi precedesse”, è l’incipit del post su Facebook dove annuncia l’incarico ricevuto. 

Farò del mio meglio per tutelare gli anziani, le persone con disabilità, le persone immigrate e tutte le persone con fragilità presenti nel territorio del Municipio VII”, prosegue Leo su Facebook, “il mio impegno sarà indirizzato alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne, della violenza di genere, e alla tutela delle persone LGBTI+ e di tutte le minoranze”. Oltre alle “persone trans” il suo pensiero va “alle donne cilene alle donne curde e a tutte le donne vittime di regimi patriarcali oppressivi”.

Lobby gay nei 5 Stelle?

Insomma il profilo politico e culturale di Cristina Leo sembra piuttosto delineato e non deve sorprendere la sua appartenenza al Movimento 5 Stelle, né l’amicizia con il ministro dello per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora. Da sempre sensibile al tema dei diritti Lgbt e favorevole alle adozioni gay, Spadafora secondo Sgarbi sarebbe addirittura il “fidanzato di Luigi Di Maio”, mentre Luigi Bisignani lo colloca all’interno della “potente lobby gay” grillina. Insomma alleanza con il Pd o meno, la collocazione a sinistra, almeno sul piano culturale e valoriale del Movimento 5 Stelle, non è certo una novità. E oggi trova una ulteriore conferma. 

Davide Romano

4 Commenti

  1. Ragazzi? Svegliaaaa!!! La Virginia Raggi stessa è un transessuale…. Cosa vi aspettate? I 5 stelle sono il cavallo di troia, è il caso di dirlo, di queste cose e non solo! Tutto davanti agli occhi, in piena vista, ma la gente dorme!

  2. Comincio a sentirmi vecchio, inutile e retrogrado… leggendo l’articolo – volevo capire meglio il recondito significato del sintagma ‘politiche sociali’ – non solo non ho capito alcunche’, ma mi e’ parso di trovarvi solamente un ‘fritto misto’ di concetti, triti e ritriti, ma tanto cari alla sinistra / alle sinistre… e per fortuna che sono stati espressi da una laureata in psicologia!
    Mi chiedo se ci sia ancora posto al mondo per (ovvero se possono esprimere liberamente la loro opinione) coloro che sono / si sentono Italiani, bianchi, eterosessuali, monogami, di destra e cristiani…
    Il pessimismo avanza…

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